letture rossonere

 

A domani!

Nel fango del Dio Pallone - Momenti di gloria (9)

 

Capitoli precedenti: presentazione - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8

¤¤¤

carlo petriniAll'inizio del '69 mi infortunai: un brutto strappo alla coscia destra, che mi bloccò per tre mesi. Non voleva saperne di guarire, così i medici del Milan decisero di curarmi con delle applicazioni speciali. Io li lasciai fare, la sola cosa che mi interessava era di riprendere a giocare al più presto. Nessun calciatore - e figuriamoci io - aveva conoscenze di medicina, e nessuno di noi, comunque, si sognava di discutere le decisioni dello staff medico della squadra. E perché avremmo dovuto farlo? Avevamo "interessi comuni": anche per la società il corpo e la salute di noi giocatori era un investimento, ogni muscolo tot milioni.
Solo qualche anno dopo, quando morì il calciatore Bruno Beatrice, mi spaventai. Beatrice era stato curato per una pubalgia con una serie di applicazioni, una terapia antitumorale chiamata "Roentgen": la stessa che i medici del Milan avevano utilizzato per curare la mia coscia destra.
Fatto sta che quando finalmente guarii la stagione calcistica era verso la fine, e non giocai più. Con la maglia rossonera avevo fatto in tutto una quindicina di partite, fra Campionato e coppe. Quell'anno il Milan vinse la Coppa dei campioni battendo l'Ajax, nella finale di Madrid, per 4 a 1. Allo stadio Bernabeu mi sentii anch'io campione d'Europa, un dio in mezzo agli dei.

Ai primi di luglio il Milan decise di trasferirmi al Torino, scambiandomi con Nestor Combin. Restavo in comproprietà al 50 per cento fra le due società.
Ero d'accordo, meglio titolare in una squadra media che riserva in una squadra grande. E poi non ne potevo più, Rocco e i suoi tre colonnelli ci stavano sempre addosso.

Il 20 luglio diventai padre, nacque mio figlio Giancarlo. La notizia mi arrivò in caserma, a Bologna. Ero contento e irresponsabile come può esserlo un padre ventunenne. Fare dei figli era una cosa naturale, prima o poi la facevano tutti, era un fatto che non meritava troppe domande, e io non me n'ero fatta neanche una.

Andai al Toro con un grande entusiasmo, deciso a diventare sul campo il campione che credevo di essere. Ritrovavo anche il mio amico Aldo Agroppi, che era il mediano granata (avevamo giocato insieme nelle giovanili del Genoa, e nel '65 avevamo vinto insieme il Torneo di Viareggio).
La società granata era bendisposta, e mi fece un ottimo contratto: mi davano per quel primo anno 12 milioni netti, più l'alloggio gratis. Cambiai macchina, comprai una Porsche azzurra. A bordo di quel bolide mi sentivo un divo di Hollywood: ero ricco, famoso, e piacevo alle donne.
Il Toro che avrebbe affrontato il nuovo Campionato era formato da Pinotti, Poletti, Cereser, Fossati, Puia, Agroppi, Carelli, Ferrini, Petrini, Moschino e Sala. Il rito delle foto ufficiali, a inizio stagione, fu storico: un momento prima dello scatto, Agroppi tirò fuori dai pantaloni il suo uccello lungo e secco, che venne fotografato in una istantanea da collezionisti.

==================

Precedentemente in "Letture RossoNere"

Calcio totale (Arrigo Sacchi). I capitoli: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17

Fragile (Marco van Basten). I capitoli: presentazione - prologo - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - epilogo

Preferisco la Coppa (Carlo Ancelotti). I capitoli presentazione - prefazione - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28

 

banner orizz pubb mdtube
 
 
 
 
 

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.