
Il senso dell'operazione Hutchinson
Non viene a sostituire Leao, bensì a dare un'alternativa in più alla batteria dei trequartisti
L'annuncio dell'arrivo al Milan di Omari Hutchinson non è stato particolarmente ben accolto dai tifosi rossoneri che, in cuor loro, si aspettavano un arrivo di maggior nobiltà in quella posizione subito dopo la partenza di Rafael Leao.
In realtà è opportuno chiarire bene un punto fondamentale: Omari Hutchinson non è un giocatore che viene al Milan per sostituire Leao, anche perché Rafa non aveva ruolo in questo Milan allenato, diretto e pensato dal Ruben Amorim.
La squadra rossonera, in fase di possesso palla, applica una sorta di 3-2-5 in cui sono i quinti (Chukwueze e Bartesaghi) a dare ampiezza al gioco. I due trequartisti dietro Ramos devono avere funzioni diverse rispetto alle caratteristiche di Leao.
Innanzitutto Amorim chiede ai due trequartisti di venire dentro il campo per agire nei mezzi spazi. Saltuariamente possono allargarsi sulla fascia per favorire l'ingresso dentro il campo dei quinti, ma di base la loro funzione rimane quella di creatori di gioco.
Rafael Leao, invece, era ed è un'ala pura che dava e dà il meglio di sé partendo da esterno di fascia sinistra nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1. Non è un caso che le migliori stagioni di Rafael Leao al Milan siano coincise con la presenza di Stefano Pioli sulla panchina rossonera.
Si può porre il rilievo, a mio avviso sensato, che il Milan, in questi anni, non lo abbia utilizzato nel modo migliore per valorizzare al massimo le sue caratteristiche, ma dire che avesse un ruolo preciso in questo Milan di Ruben Amorim è una insensata forzatura tecnica.
L'arrivo di Omari Hutchinson non riempie un vuoto, bensì aggiunge una alternativa di qualità ad un reparto in cui l'allenatore del Milan ha tante soluzioni, da Loftus Cheek a Rabiot, da Cissé a Pulisic fino alla carta Saelemakers.
Il giocatore non è reduce da un'annata di grande livello in Premier League, tutt'altro. Rimane comunque un elemento di grande valore tecnico che, soltanto un anno fa, è stato pagato 43 milioni di euro dal Nottingham.
Il Milan ha investito una cifra non banale sul prestito (4 milioni di euro), sintomo del fatto che il club crede molto nelle qualità del ragazzo. Si è però cautelato per il futuro con un diritto di riscatto non obbligatorio, aspetto che riduce al minimo la portata del rischio.
Prevedere cosa potrà fare Hutchinson con la maglia rossonera è difficile ma in questa scelta albergano certamente pro e contro nella stessa misura. Sicuramente è un'idea affascinante ma il ragazzo dovrà riuscire a canalizzare il proprio talento in un contesto di calcio molto organizzato. Questa, d'altronde, è la sfida di Ruben Amorim.






