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L’estate delle figure di m….!

 

Dal mercato di Cardinale che “spiazza” i soloni da tastiera a Filippo Galli che la butta su un argomento ai più sconosciuto, la competenza.

 

La cosa più bella di questa estate rossonera? La grande figura di merda che Cardinale sta facendo fare a tutti i giornalisti o pseudo-tali che parlano di Milan.

 

Gente che non ci sta capendo niente, che non sa assolutamente nulla e scopre le cose solo a giochi fatti, quando ormai è già arrivato l’“Here We Go”. E, soprattutto, gente che viene regolarmente smentita su tutto quello che dice.


Non male, veramente divertente.


Si è partiti dal budget che doveva essere forse di 30/35 milioni in assenza di Champions, poi si è detto che dopo gli acquisti di Ramos e Gila i soldi erano finiti. Poi il mercato era assolutamente fermo a 15 giorni dalla fine, la società era incapace di vendere e quindi impossibilitata ad acquistare, perché prima bisognava svendere gli esuberi.


Per finire con quella che sarebbe stata la gravissima e sbagliatissima decisione di resettare tutto lo staff dirigenziale alla fine di maggio. Pellegatti docet.


Insomma, un purpurì di minchiate diffuse da questi “insegnanti” di vita e di “gestione aziendale” che, nella vita di tutti i giorni, farebbero fatica a leggere uno scontrino fiscale al supermercato.


E come si fa a rimediare a queste figure barbine? Semplice: mandandola in vacca e cercando la polemica a ogni costo.


Esempi? “Mendes è il nuovo DS del Milan e fa il mercato di Cardinale”, come se non fosse una prassi consolidata che le società utilizzino sempre gli stessi intermediari, procuratori e agenti per fare mercato.


Oppure si sottolinea che “si spende troppo per questi acquisti”, mentre quando gli altri spendono certe cifre sono dei super-fighi e da loro c’è solo da imparare.


O ancora: “La vera dirigenza si vede dalla capacità di vendere gli esuberi in rosa, perché a comprare sono capaci tutti”.


Tanto a screditare si fa sempre in tempo. E soprattutto si trova terreno fertile tra quei tifosotti che continuano a screditare la proprietà per partito preso.


Noi, intanto, ci godiamo una società che sta investendo soldi, tanti soldi, per andare a colmare piano piano le lacune che questa squadra aveva.


Per questo motivo credo ci sia ancora da aspettarsi qualche nuovo arrivo per completare la rosa: un difensore, un attaccante di riserva e forse un centrocampista, se si pensa a un Rabiot o a un Saelemakers nei due dietro a Gonzalo, oppure a un trequartista.


Comunque sia, io sono abbastanza tranquillo. Vedo che gli sforzi che si stanno facendo vanno nella direzione di assecondare i desiderata del tecnico Amorim.


Voglio anche segnalare il pezzo scritto da Filippo Galli in risposta all’intervista rilasciata da Paolo Maldini al Corriere della Sera.


È la prima volta nella mia vita che vedo un pezzo sul calcio scritto con tanta competenza, con riferimenti a studi scientifici e così circostanziati.


Una autentica lezione che ha letteralmente disintegrato l’interlocutore, il quale aveva messo in fila una serie di banalità e luoghi comuni facendo leva soltanto sul suo nome e sul suo personaggio.

 

Un pezzo che trasuda competenza e che, forse proprio per questo, non viene ripreso e divulgato su larga scala e su tutti i mezzi di comunicazione come meriterebbe.


Del resto questa è l’Italia: un Paese ormai finito, dove si vuole rivoluzionare e dare una svolta al calcio italiano modernizzandosi con Mancini, nonno Ranieri e “il giovane” Oriali.


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