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Amorim cerca il tris 

 

 Il Milan al suo primo big match cerca il tris dopo le vittorie con Torino e Venezia. La Juve, favorita anche se con tante assenze, vuole lo stesso dopo aver battuto Parma e Frosinone. Chi resterà in scia di Inter e Roma ?

 

 Mancano due ore al calcio d’inizio all’Allianz Stadium e per il Milan arriva il primo confronto diretto di alto livello della nuova stagione. I rossoneri si presentano a Torino con sei punti conquistati contro Torino e Venezia, quattro gol segnati e uno subito. L’avvio ha quindi prodotto risultati e indicazioni positive, mentre la partita di questa sera alza sensibilmente il livello dell’avversario e può fornire una prima valutazione concreta sul lavoro avviato da Ruben Amorim.

 
Per Amorim sarà anche il primo vero big match sulla panchina rossonera. Il tecnico portoghese ha affrontato la vigilia con un approccio molto chiaro: considera ogni partita importante quando si allena un grande club e vede la trasferta di Torino soprattutto come un test per capire quanto il Milan sia migliorato nelle ultime settimane. La squadra ha avuto una settimana intera per preparare la gara e il tecnico si è detto convinto della condizione del gruppo.



A rendere più vivace l’attesa hanno contribuito anche le recenti dichiarazioni di Cristian Chivu. Alla vigilia di Inter-Napoli, l’allenatore nerazzurro aveva messo in discussione il modo in cui vengono definiti gli scontri diretti, ricordando che Milan e Juventus avevano concluso la scorsa stagione molto lontane dall’Inter. Da quella riflessione è nata la domanda rivolta ad Amorim sull’eventuale valore da Scudetto della partita di Torino. Il portoghese ha evitato qualsiasi polemica e ha concentrato la risposta su un dato semplice: vincendo questa sera, il Milan salirebbe ulteriormente nelle prime posizioni e darebbe continuità al proprio percorso.

 

Anche Luciano Spalletti è stato interpellato sulle parole di Chivu e ha scelto una linea differente nei toni, accettandole come una valutazione sincera e invitando la Juventus a usarle come stimolo. Il tema interessa inevitabilmente anche il Milan. Dopo una stagione chiusa lontano dagli obiettivi tradizionali del club, la credibilità nella corsa alle posizioni più alte dipenderà soprattutto dai risultati contro avversari di questo livello. Tre giornate restano troppo poche per stabilire gerarchie definitive, mentre una vittoria a Torino avrebbe già un peso significativo per classifica, fiducia e crescita del nuovo gruppo.

 

Sul campo Amorim dovrebbe ripartire dal 3-4-2-1 utilizzato in questo avvio di campionato. Il Milan ha cercato pressione alta, recuperi avanzati e una presenza costante vicino all’area avversaria: nelle prime due giornate l’86% delle conclusioni rossonere, 30 su 35, è arrivato dall’interno dell’area di rigore, la percentuale più alta della Serie A. È un dato che descrive una squadra capace di portare molti uomini nelle zone utili per concludere, anche se contro la Juventus servirà maggiore attenzione quando il possesso viene perso, perché Spalletti dispone di giocatori adatti ad attaccare velocemente gli spazi.

 

La Juventus arriva alla partita con lo stesso percorso netto. I bianconeri hanno battuto Frosinone e Parma e devono ancora subire il primo gol del loro campionato. Spalletti deve però gestire una situazione complicata dal punto di vista delle disponibilità: alla vigilia ha parlato di sette giocatori indisponibili, indicando Cabal, Cambiaso, Sarr, McKennie, Thuram, Yildiz ed Ekhator. Le assenze riducono soprattutto le alternative tra centrocampo e trequarti, anche se il tecnico juventino può contare su un undici iniziale già definito e sull’inserimento di Woltemade come possibile soluzione durante la gara.

 Spalletti ha descritto il Milan come una squadra diretta, aggressiva e molto rapida nel ribaltare l’azione. La Juventus proverà quindi a superare la prima pressione rossonera attraverso Locatelli e Douglas Luiz, cercando poi Conceição e Boga sulle corsie e Nico González tra le linee. Kolo Muani sarà il riferimento offensivo e dovrà confrontarsi con una difesa milanista che per caratteristiche tende ad accorciare in avanti e ad accettare duelli individuali anche lontano dalla propria area.

 

I precedenti suggeriscono una partita molto equilibrata. Quella di questa sera sarà la sfida numero 183 tra Juventus e Milan in Serie A: il bilancio comprende 69 successi bianconeri, 53 vittorie rossonere e 60 pareggi. Quattro degli ultimi cinque confronti di campionato sono terminati 0-0, comprese le due sfide più recenti, e la Juventus ha mantenuto la porta inviolata negli ultimi sei incroci di Serie A contro il Milan. Il dato rappresenta chiaramente uno degli aspetti da correggere questa sera per la squadra di Amorim.

 

Torino, negli ultimi anni, è comunque diventata una trasferta meno negativa rispetto al passato. Il Milan è rimasto imbattuto in cinque delle ultime sei gare di campionato disputate sul campo della Juventus, con due vittorie e tre pareggi, dopo avere perso nove trasferte consecutive contro i bianconeri. Anche il dato sui gol conferma quanto questa sfida sia diventata tatticamente controllata: nelle ultime undici partite di Serie A tra le due squadre soltanto una volta entrambe hanno segnato, nell’1-1 del settembre 2021.

 

Per quanto riguarda le probabili formazioni, Spalletti dovrebbe confermare il 4-2-3-1 con Vicario in porta; Kalulu, Bremer, Lucumí e Çelik in difesa; Locatelli e Douglas Luiz davanti alla retroguardia; Conceição, Nico González e Boga alle spalle di Kolo Muani. Woltemade dovrebbe iniziare dalla panchina ed essere utilizzato eventualmente nella seconda parte della gara. 

Amorim dovrebbe rispondere con Maignan; Gila, De Winter e Pavlovic; Chukwueze, Modric, Musah ed Estupiñán; Rabiot e Cissè alle spalle di Gonçalo Ramos. Estupiñán resta in ballottaggio sulla corsia sinistra, mentre Bartesaghi e Moreira rappresentano le alternative. Rabiot è invece candidato alla prima presenza da titolare proprio contro la sua ex squadra, mentre Pulisic dovrebbe iniziare ancora dalla panchina e diventare una soluzione importante a partita in corso.

 

Uno dei confronti più interessanti sarà quello a centrocampo. Modric dovrà aiutare il Milan a gestire il possesso quando la Juventus alzerà la pressione, mentre Musah avrà il compito di garantire corsa e copertura. Davanti, Gonçalo Ramos dovrà affrontare una coppia centrale composta da Bremer e Lucumí che finora ha concesso pochissimo. La presenza di Rabiot più vicino alla punta può aumentare la fisicità rossonera negli inserimenti e offrire ad Amorim un giocatore capace di occupare diverse zone del campo durante la stessa azione.

 

La direzione della gara sarà affidata a Maurizio Mariani della sezione di Aprilia, con Bindoni e Alassio assistenti, Marcenaro quarto ufficiale, Fabbri al VAR e Camplone come AVAR. Per il Milan sarà la 28ª partita complessiva con Mariani: nei 27 precedenti i rossoneri hanno ottenuto 13 vittorie, sei pareggi e otto sconfitte. Il Milan arriva inoltre da quattro gare consecutive senza vittorie con questo arbitro, con due sconfitte contro il Bologna nel 2025 e due pareggi per 1-1 contro Genoa e Como nella scorsa stagione.

 

Mariani ha già diretto tre confronti di Serie A tra queste due squadre e il bilancio è perfettamente equilibrato. Il Milan vinse 1-0 a Torino il 28 maggio 2023, la Juventus rispose con lo stesso risultato a San Siro il 22 ottobre dello stesso anno e il terzo precedente terminò 0-0 all’Allianz Stadium il 27 aprile 2024. Con la Juventus, invece, Mariani aveva diretto 24 partite complessive prima di questa sera, con 16 vittorie bianconere, cinque pareggi e tre sconfitte.

 

Alle 20.45 inizierà quindi la verifica più impegnativa di questo primo mese rossonero. Il Milan ha raccolto sei punti, ha mostrato una maggiore capacità di occupare l’area avversaria e Amorim ha avuto diversi giorni per preparare una partita che richiederà attenzione soprattutto nelle transizioni e nella gestione del possesso. Torino dirà quanto queste prime indicazioni possano reggere contro una squadra organizzata, ancora senza gol subiti e abituata a concedere pochissimo al Milan negli scontri recenti.

Per i rossoneri i tre punti avrebbero un significato che va oltre il semplice percorso netto dopo tre giornate. Permetterebbero di vincere in casa di una diretta concorrente, interrompere una serie di sei partite di campionato senza segnare alla Juventus e dare ad Amorim una prima vittoria di grande peso nel calcio italiano. Per un Milan che vuole tornare stabilmente nelle posizioni che contano, questa sera rappresenta una possibilità concreta per sostenere le proprie ambizioni con un risultato sul campo.

 


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