
San Siro, nuova era Amorim
Esordio stagionale in casa. Nella "prima" a San Siro di Amorim i rossoneri cercano il bottino pieno dopo la vittoria di Torino targata Cissè-Rabiot, in attesa degli ultimi giorni di mercato
Tra poche ore San Siro riaprirà le porte al Milan per il primo appuntamento casalingo della stagione 2026/27. Alle 20.45 i rossoneri ospiteranno il Venezia nella seconda giornata di Serie A e la serata avrà un significato particolare anche per Rúben Amorim, pronto a vivere per la prima volta il Meazza da allenatore del Milan. L’esordio davanti al pubblico rossonero arriva inoltre con tre punti già in classifica, conquistati nella prima giornata sul campo del Torino.
La squadra di Amorim ha infatti iniziato il campionato vincendo 2-1 all’Olimpico Grande Torino. Dopo un primo tempo controllato senza trovare il gol, il Milan ha deciso la partita nella ripresa in appena due minuti: Alphadjo Cissè ha sbloccato il risultato al 64’, mentre Adrien Rabiot ha firmato il raddoppio al 66’. Il Torino ha accorciato con Adams nel recupero, senza riuscire a togliere ai rossoneri i primi tre punti della stagione. Il successo ha premiato un Milan capace di produrre 19 conclusioni, tutte dall’interno dell’area di rigore, dato che rappresenta uno degli elementi più interessanti della prima giornata.
La sfida con il Venezia offre quindi ad Amorim la possibilità di dare subito continuità alla vittoria di Torino e, allo stesso tempo, di presentare ufficialmente il suo Milan a San Siro. Il tecnico portoghese ha definito speciale la serata che lo attende e ha spiegato di sentire pienamente la responsabilità legata al ruolo. In conferenza ha insistito soprattutto sulle difficoltà della gara, sottolineando come il risultato ottenuto dal Venezia contro il Lecce racconti soltanto in parte la prestazione della formazione di Giovanni Stroppa. Per Amorim serviranno intensità nel pressing, corsa, umiltà e una gestione attenta del pallone contro una squadra pronta a seguire gli avversari con marcature aggressive.
Il portoghese ha richiamato anche quanto visto a Torino. Nel finale della gara d’esordio il Milan ha sofferto la maggiore fisicità dei granata e ha gestito con minore precisione alcuni possessi, mentre diversi giocatori devono ancora raggiungere la migliore condizione atletica. Amorim considera questo passaggio fisiologico perché i difensori stanno assimilando richieste differenti, soprattutto per quanto riguarda la pressione alta e la necessità di accorciare in avanti. L’obiettivo immediato resta mantenere il livello mostrato alla prima giornata e aumentare progressivamente la continuità della prestazione.
L’allenatore rossonero ha dedicato particolare attenzione anche all’approccio mentale. Secondo Amorim, ogni partita assegna gli stessi tre punti e la concentrazione dovrà restare elevata indipendentemente dal valore attribuito all’avversario. Il concetto è stato sintetizzato con una frase molto chiara: “Per me ora il Venezia è la squadra più forte al mondo”. Una dichiarazione volutamente estrema che descrive il livello di attenzione richiesto alla squadra dopo il successo della prima giornata. Sul fronte delle disponibilità, Amorim ha confermato l’assenza di Rafael Leao, che si è allenato soltanto una volta con il gruppo e resterà fuori dai convocati. Christian Pulisic dovrebbe invece partire dalla panchina dopo l’infortunio, con la possibilità di trovare spazio durante la gara. Rabiot, già decisivo a Torino con un gol e un assist, rappresenta una delle principali soluzioni del tecnico tra centrocampo e trequarti, anche se la sua condizione deve ancora migliorare.
Il Venezia arriva a San Siro con l’obiettivo di conquistare i primi punti del campionato. La formazione lagunare ha esordito perdendo 2-0 in casa contro il Lecce e Giovanni Stroppa ha archiviato rapidamente la delusione per concentrare il lavoro sulla trasferta di Milano. Il tecnico ritiene che la prima giornata abbia comunque fornito indicazioni utili sull’atteggiamento della squadra e ha chiesto ai suoi giocatori di riproporre coraggio, attenzione e organizzazione anche in un contesto molto più impegnativo.
Stroppa conosce bene le difficoltà della sfida e ha sottolineato quanto il Milan disponga di individualità capaci di decidere una partita in pochi minuti, come dimostrato dai due gol ravvicinati realizzati a Torino. Per il Venezia diventa quindi fondamentale limitare gli errori tecnici e mantenere alta la concentrazione in ogni fase. Allo stesso tempo il tecnico veneto vuole una squadra capace di giocare quando recupererà il possesso: “Se lavoriamo di squadra e con coraggio, quando avremo la palla faremo male anche noi”. Stroppa dovrà fare a meno di Moreno, mentre la composizione di difesa e centrocampo resta condizionata anche dai differenti livelli di condizione dei giocatori arrivati durante l’estate.
I precedenti attribuiscono al Milan un vantaggio molto netto. I rossoneri hanno vinto le ultime cinque partite di Serie A contro il Venezia, realizzando almeno due reti in ciascuna di queste sfide e mantenendo la porta inviolata nelle quattro più recenti. Il bilancio complessivo nel massimo campionato conta 28 confronti: 18 vittorie del Milan, sei pareggi e quattro successi veneziani. Proprio contro il Milan, insieme alla Juventus, il Venezia ha incassato il maggior numero di sconfitte della propria storia in Serie A.
Anche il rendimento a San Siro rafforza il dato storico. Il Milan è imbattuto nelle ultime dieci gare interne di Serie A contro il Venezia, con otto vittorie e due pareggi. Gli arancioneroverdi, inoltre, non hanno mai vinto la prima trasferta stagionale nelle 14 partecipazioni al massimo campionato, raccogliendo tre pareggi e undici sconfitte. Per Amorim esiste anche una statistica personale interessante: dopo il successo di Torino può diventare uno dei pochi allenatori rossoneri capaci di vincere le prime due gare di Serie A dopo avere iniziato la propria esperienza al Milan all’avvio della stagione. Nell’era dei tre punti ci sono riusciti Alberto Zaccheroni nel 1998 e Filippo Inzaghi nel 2014.
Per quanto riguarda le probabili formazioni, Amorim dovrebbe confermare il 3-4-2-1. Davanti a Maignan sono favoriti Gila, De Winter e Pavlovic; Chukwueze e Bartesaghi dovrebbero occupare le corsie, mentre Modric e Musah sono indicati in mezzo al campo. Cissè e Rabiot dovrebbero agire alle spalle di Gonçalo Ramos. La scelta di confermare Cissè acquisterebbe particolare significato dopo il gol realizzato all’esordio contro il Torino.
Stroppa dovrebbe rispondere con il 3-5-2. Stankovic è atteso tra i pali, con Schingtienne, Bella-Kotchap e Franjic davanti a lui. Hainaut e Correia dovrebbero presidiare le fasce, mentre Basic, Busio e Sohm compongono il centrocampo indicato alla vigilia. In attacco la coppia favorita è formata da Yeboah e Adams. Sverko, Adorante e Moreno risultano tra gli indisponibili.
La direzione della gara è stata affidata a Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo. Gli assistenti saranno Marcello Rossi e Pietro Dei Giudici, mentre Matteo Marcenaro svolgerà il ruolo di quarto ufficiale. Al VAR ci sarà Giacomo Camplone, affiancato da Ivano Pezzuto come AVAR. Manganiello ha arbitrato il Milan in 11 occasioni, con sette vittorie rossonere, due pareggi e due sconfitte; l’ultimo precedente risale al 3 febbraio 2026, quando il Milan vinse 3-0 sul campo del Bologna. Con il Venezia il bilancio del direttore di gara conta invece una vittoria, un pareggio e tre sconfitte in cinque partite.
San Siro attende quindi la prima ufficiale casalinga del nuovo Milan, con il calcio d’inizio ormai vicino. La vittoria di Torino ha consegnato ad Amorim un avvio positivo, mentre la gara con il Venezia permetterà di valutare subito la capacità dei rossoneri di dare continuità al risultato e alle idee introdotte dal nuovo allenatore. Per il Venezia la trasferta rappresenta un test di alto livello dopo il passo falso con il Lecce; per il Milan è la prima occasione della stagione per sfruttare il fattore San Siro e accompagnare con un altro risultato positivo l’inizio dell’era Amorim.






