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Amorim, il primo esame

 

Il nuovo Milan debutta a Torino: per il tecnico portoghese è subito una sfida importante per capire a che punto è la squadra

 

Torino-Milan non sarà una semplice prima giornata di campionato. Per il Milan rappresenta l’inizio ufficiale di una nuova era, quella targata Rúben Amorim, chiamato a trasformare ambizioni e idee in una squadra capace di tornare protagonista in Serie A. Questa sera all’Olimpico Grande Torino sarà una trasferta che nasconde più di qualche insidia ma che i rossoneri devono affrontare con l’obiettivo dichiarato di partire subito con il piede giusto.

 

Dopo una preparazione estiva nella quale il Milan ha mostrato segnali incoraggianti, compresa la vittoria per 4-2 contro il Manchester United, arriva finalmente il momento della verità.

 

Per Amorim sarà la prima gara ufficiale sulla panchina del Milan in Serie A e il tecnico portoghese non ha nascosto le proprie ambizioni. Alla vigilia ha ribadito che l’obiettivo del club è lo scudetto, pur riconoscendo che esiste ancora una distanza rispetto a squadre più rodate come l’Inter. La priorità, però, non è soltanto aggiungere qualità alla rosa: “Quello che ci manca è essere una squadra vera e propria”, ha spiegato Amorim, sottolineando più volte il concetto di gruppo e di famiglia. Il nuovo Milan dovrà dunque essere riconoscibile già da Torino, pur senza pretendere di essere immediatamente il prodotto definitivo del lavoro dell’allenatore. L’idea è chiara: più possesso, più uomini nell’area avversaria, una squadra capace di dominare le partite e, soprattutto, di difendere con solidità.

 

Una delle notizie più importanti della vigilia riguarda Rafael Leao, che non sarà disponibile. Amorim ha tagliato corto sulla situazione del portoghese: non si è allenato e non è pronto per la partita, mentre il tecnico ha spostato l’attenzione sulla sfida e sulla necessità di vincere. Al contrario, Christian Pulisic è stato convocato dopo l’infortunio, anche se la sua presenza dal primo minuto resta in dubbio. Sarà quindi Gonçalo Ramos, salvo sorprese dell’ultima ora, a guidare l’attacco rossonero, con Loftus-Cheek e Saelemaekers o Cissé alle sue spalle.

 

Dall’altra parte ci sarà un Torino che ha appena inaugurato il nuovo corso di Ignazio Abate. L’ex rossonero, alla sua prima esperienza in Serie A da allenatore, ha già ottenuto una vittoria ufficiale nel turno di Coppa Italia contro la Carrarese: 1-0 firmato da Giovanni Simeone al nono minuto, risultato sufficiente per conquistare il passaggio del turno. La prestazione non è stata spettacolare, ma ha mostrato una squadra giovane, aggressiva e ancora in fase di costruzione, con i nuovi Comuzzo e Fitz-Jim tra gli elementi che hanno destato buone impressioni. Contro il Milan, però, il livello dell’esame sarà inevitabilmente molto più alto.

 

Abate ha parlato alla vigilia con grande fiducia, spiegando di vedere nei suoi giocatori “la luce giusta” e sottolineando la volontà di rendere orgogliosi i tifosi. Il tecnico granata ha ammesso che il nuovo percorso necessita di tempo, perché il Torino ha cambiato radicalmente modo di pensare e di giocare, ma ha anche assicurato di essere soddisfatto della rapidità con cui la squadra sta assimilando le nuove idee. E proprio contro il Milan la motivazione sarà particolare: Abate non ha dimenticato il club nel quale ha trascorso più di dieci anni e che considera una parte fondamentale della propria crescita, ma ha chiarito che al momento del fischio d’inizio esisterà soltanto il presente del Torino. Una dichiarazione che fotografa bene la difficoltà che attende il Milan: i granata vogliono trasformare l’emozione dell’esordio in energia e aggressività.

 

I numeri dei precedenti, però, offrono al Milan motivi sufficienti per guardare alla trasferta con fiducia. I rossoneri hanno vinto gli ultimi due confronti di Serie A contro il Torino, tanti successi quanti quelli ottenuti nelle precedenti sette sfide complessive, nelle quali avevano raccolto anche due pareggi e tre sconfitte. L’ultimo incrocio giocato in casa del Toro si è chiuso proprio con una vittoria rossonera, il 3-2 del dicembre 2025, e il Milan potrebbe quindi ottenere per la prima volta dal biennio 2007-2008 due successi consecutivi in trasferta contro i granata. Negli ultimi sei confronti di campionato sono inoltre arrivati ben 26 gol, con una media di 4,3 reti a partita: un dato che racconta quanto questa sfida sia diventata recentemente spettacolare.

 

C’è però anche un dato che invita alla prudenza. Il Torino è rimasto imbattuto in 11 delle ultime 13 partite interne di Serie A contro il Milan, con cinque vittorie e sei pareggi. Inoltre, i granata arrivano da sei gare casalinghe consecutive senza sconfitte in campionato, un filotto costruito nella scorsa stagione con Roberto D’Aversa in panchina, nel quale hanno raccolto 14 punti segnando sempre almeno due gol. È quindi una squadra che all’Olimpico Grande Torino ha dimostrato di saper creare problemi, anche se il nuovo corso di Abate è ancora tutto da valutare sulla distanza. Per il Milan, proprio per questo, sarà fondamentale non concedere fiducia ai padroni di casa nei primi minuti.

 

Anche il Milan, del resto, deve cancellare rapidamente gli ultimi mesi della passata stagione. Dopo una striscia di 24 partite consecutive senza sconfitte in Serie A, i rossoneri hanno perso sette delle ultime 13 gare del campionato, un rendimento che ha contribuito a complicare pesantemente il finale di stagione. Il dato appartiene al passato, ma rende ancora più importante l’esordio di Amorim: il nuovo allenatore dovrà dimostrare fin da subito di poter cambiare mentalità e rendimento della squadra. C’è anche una curiosità statistica interessante: il portoghese potrebbe diventare il primo allenatore straniero a vincere la partita d’esordio stagionale in Serie A sulla panchina del Milan dai tempi di Leonardo, che nel 2009 iniziò con un successo per 2-1 sul campo del Siena.

 

Sul fronte delle probabili formazioni, Amorim dovrebbe affidarsi al suo 3-4-2-1. In porta ci sarà Maignan, con Gila, Gabbia e Pavlovic davanti al capitano rossonero; Chukwueze dovrebbe presidiare la fascia destra, mentre Estupinian è in vantaggio a sinistra. In mezzo al campo la certezza è Modric, affiancato con ogni probabilità da Musah, mentre alle spalle di Gonçalo Ramos dovrebbero agire Loftus-Cheek e Cissé, con Saelemaekers pronto a giocarsi una maglia. Pulisic è convocato ma non dovrebbe essere rischiato dall’inizio. L’idea del tecnico è quindi quella di presentare immediatamente una squadra coerente con il 3-4-2-1 e con i principi provati durante la preparazione.

 

Il Torino dovrebbe rispondere con lo stesso sistema. Mascardi è candidato alla porta, davanti a lui Ismajli, Coco e Comuzzo, mentre sulle corsie esterne dovrebbero partire Pedersen e Cacciamani. In mezzo Fitz-Jim e Gineitis sono favoriti, mentre sulla trequarti Abate deve ancora sciogliere il ballottaggio tra Njie e Casadei accanto a Vlasic. Davanti, naturalmente, Giovanni Simeone, già decisivo contro la Carrarese e uno degli uomini da tenere maggiormente sotto osservazione: nell’ultimo campionato il Cholito ha segnato 11 gol con il Torino, diventando il terzo giocatore nella storia della Serie A capace di raggiungere la doppia cifra con almeno cinque squadre diverse.

 

A dirigere Torino-Milan sarà Luca Zufferli della sezione di Udine, designato dall’AIA per la prima giornata. Gli assistenti saranno Bercigli e Zingarelli, il quarto ufficiale sarà Massa, mentre al VAR ci sarà Mazzoleni con Santoro come AVAR. Una designazione già ufficializzata e che completa il quadro della prima sfida stagionale del Milan.

 

Il conto alla rovescia è quindi terminato. A Torino il Milan non cerca soltanto tre punti, ma la prima risposta concreta del nuovo progetto Amorim. Le parole del portoghese sono state ambiziose, il mercato ha consegnato una rosa profondamente rinnovata e la vittoria sul Manchester United ha lasciato segnali incoraggianti. Ora, però, arriva il campionato e arriva un avversario che, soprattutto in casa, sa essere scomodo. Il Milan dovrà essere più squadra, come chiede il suo allenatore, e dovrà dimostrare fin dalla prima sera di avere davvero la mentalità nece


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