tifoso milan

 

Più sostegno incondizionato e meno ramanzine sterili per il Milan

 

Il primo ed assoluto dovere di un tifoso rossonero è quello di sostenere la squadra sempre e comunque

 

Da fan assoluto dell'indimenticabile Sandra Mondaini mi verrebbe da commentare con un laconico "che barba, che noia". Eh già, perché ormai il leit motiv dei milanisti sui social è sempre lo stesso. Sfiducia, critiche distruttive, indignazione per il mercato, tifo contro, silenzio quando si vince, sfogatoio d'odio quando il Milan non porta a casa la posta piena.

 

Il Milan - chiariamolo bene - non è un club immune da colpe o da contestazioni. La società rossonera negli ultimi anni ne ha combinate tante, acquistando tanti giocatori che poi non hanno reso e che sono diventati loro malgrado un peso tecnico e finanziario. In questi ultimi anni è mancata una chiara linea tecnica e programmatica e i risultati negativi ne sono stati una logica conseguenza.

 

Detto ciò e date alla società tutte le colpe, non si può non considerare come il clima generale che regna attorno a questa squadra sia perennemente improntato alla negatività, alla tossicità e al tafazzismo più becero. C'è poco amore per il Milan e l'amore per il Milan dovrebbe essere infinito, a prescindere da cosa si condivide della politica del club.

 

Da troppo tempo invece, il "l'avevo detto" è diventata la religione di una certa parte della tifoseria, più impegnata a celebrare il funerale del fu A.C. Milan che ad adempiere all'unico dovere di un tifoso: tifare, incoraggiare, sostenere la propria squadra anche quando la fiammella della speranza appare spenta.

 

Il senso del tifo e dello sport si riassume tutto qui: l'amore per la propria squadra non deve mai impedire l'esercizio dello spirito critico, ma non può mai e poi mai inficiare la passione e la fiducia.

 

Il Milan non si sostiene perché ha una società bella, giusta e perfetta. Lo si sostiene, o meglio lo si dovrebbe sostenere incondizionatamente, perché è un pezzo del nostro cuore.

 

Peraltro in questa stagione, il club pare aver preso finalmente una direzione chiara e affascinante. C'è un progetto che, magari non andrà bene, ma merita sostegno assoluto. E invece sento già i primi mormorii e le prime sguaiate lezioncine dottorali di qualche quattrocchi con la maglia rossonera decisamente scolorita.

 

Non sarò mai uno di voi. Il Milan di Amorim merita sostegno e amore. Se fosse un Milan povero, senza arte né parte, senza i soldi per mettere assieme il pranzo e la cena, probabilmente lo sosterrei ancora di più.

 

Quando ero bambino c'era uno striscione che mi colpiva sempre. "Prigionieri di una fede". E la fede, quando c'è, non si discute.


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