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Marco van Basten "Fragile": operazione Marti - 14 novembre 1987

 

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«La situazione non è delle migliori.» Il dottor Marti mi guardò serio. «Probabilmente hai giocato per quasi un anno con i legamenti della caviglia lesionati. Quello che ho visto lì dentro può definirsi tranquillamente un disastro.»

Nonostante già a fine ottobre Marti avesse concluso che l’operazione sarebbe stata necessaria e urgente, il Milan restava dell’idea di tenermi a riposo. Uscimmo dall’impasse grazie alla diagnosi indipendente di Antonio Viladot, chirurgo del Barcellona. Il suo parere fu chiaro: operare.

Dopo l’intervento ero completamente frastornato. Marti era ai piedi del letto, accompagnato da un suo assistente. E, sebbene non fossi del tutto presente a me stesso, intuii che mi stava portando cattive notizie. Ripeté quasi ogni frase in modo tale che potessi recepirla, ero solo troppo addormentato per poter reagire. Dai nostri precedenti incontri avevo dedotto che non era abituato a essere contraddetto. Inoltre, era come se irradiasse qualcosa che non ti invitava a metterti contro di lui.

Alla fine, dal discorso di Marti emerse che il danno alla caviglia era molto serio. I legamenti superficiali erano già lesionati da tempo, forse dalla partita contro il Groningen, undici mesi prima. Spiegò che praticare sport ad alti livelli senza la protezione dei legamenti, il cui compito è di tenere l’articolazione al suo posto, può essere pericoloso. C’è il rischio che si formino frammenti ossei, dato che l’articolazione non ruota «nella sua coppa», ma leggermente di lato, o all’esterno. Il dolore è insopportabile, ma non finisce qui. Questi frammenti possono infilarsi fra le due ossa che formano l’articolazione, aggravando la situazione. Continuare a giocare con dei frammenti ossei nella caviglia può provocare seri danni alla cartilagine, la quale è l’unico schermo che separa le due ossa. Esattamente ciò che avevo fatto io per quasi un anno: continuare a giocare.

Ci sono due strati di cartilagine a protezione dell’articolazione. Lo strato inferiore era parecchio danneggiato. Certo, un po’ si rigenera, ma in linea di massima la cartilagine non torna mai da sola a essere forte come prima. Marti mi aveva fissato i legamenti all’articolazione con delle viti. Dovevo prendermi del tempo per fare una buona riabilitazione, e non sentire più dolore. A quel punto sarei potuto tornare ad alti livelli, ma per quanto non è dato sapere. Mi chiese se il messaggio fosse chiaro.

Annuii imbambolato e mi abbandonai sul cuscino. Il messaggio era tristemente chiaro. Da non credere.

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