
Non basta guardare un numero
Una statistica può raccontare solo una piccola parte di quello che succede davvero in campo.
Io penso che un attaccante non si possa giudicare guardando soltanto quanti gol ha segnato. Un numero può essere importante, certo, ma da solo non mi dice tutto. E la storia di Gonçalo Ramos, secondo me, lo dimostra molto bene. Dopo la partita del Portogallo contro la Norvegia, Jorge Jesus ha parlato proprio di lui. L'allenatore portoghese conosce Ramos da molto tempo, perché lo aveva allenato quando il centravanti aveva iniziato la sua carriera da professionista al Benfica. Oggi lo vede molto più forte rispetto ad allora e soprattutto in crescita. Non sono parole dette a caso.
Jesus ha spiegato che Ramos, come ogni attaccante, vive per segnare e che nelle ultime quattro partite è riuscito a farlo, aggiungendo anche assist importanti. Uno di questi è stato quello per Cancelo nella gara contro la Danimarca. Ma la cosa che mi piace di più è un'altra: Jesus ha detto di aspettarsi una prestazione del genere e ha sottolineato che Ramos sta giocando con continuità, migliorando e crescendo. Ha anche aggiunto una cosa molto importante per il Milan: secondo lui Gonçalo Ramos può aiutare tanto sia la squadra sia Ruben Amorim. Io mi fido molto di questo giudizio, perché arriva da un allenatore che conosce bene il giocatore e che lo ha visto crescere fin dai primi passi.
Per questo faccio fatica a capire certe critiche arrivate in Italia. Ramos ha segnato un solo gol nelle prime cinque partite e questo dato è stato subito usato per mettere in dubbio il suo rendimento. Ma cinque partite sono davvero poche per decidere quanto vale un attaccante. E soprattutto bisogna guardare anche quello che succede prima del tiro. Io vedo un giocatore che spesso deve andare incontro al pallone, lavorare per la squadra e cercare di rendere giocabili tanti palloni che non arrivano già perfetti. Se una punta riceve poche volte la palla pulita davanti alla porta, è normale che diventi più difficile segnare con continuità.
E allora secondo me bisogna avere un po' di pazienza. Invece di fermarsi al numero dei gol, io guarderei tutto il lavoro di Ramos e soprattutto la sua crescita. Anche perché Jorge Jesus lo conosce bene e ha spiegato chiaramente di vedere oggi un giocatore molto più completo rispetto a quello che aveva allenato al Benfica. Per me questa è la strada giusta anche per giudicare il suo percorso al Milan: meno fretta, meno caccia al numero da usare per fare polemica e più attenzione a quello che il giocatore riesce davvero a dare alla squadra. Se Ramos continuerà a crescere come sta facendo, sono convinto che anche i gol arriveranno. E allora quel primo numero che oggi sembra così importante conterà molto meno.















