L'equilibrio questo sconosciuto
Al Milan di Amorim tante polemiche sterili sinora
La robusta e convincente vittoria del Milan contro il Lecce sembra quasi aver avuto un effetto balsamo. Improvvisamente, tutti i manifesti funerei e i coccodrilli pronti a salutare Ruben Amorim sono finiti in soffitta, pronti magari ad essere ripresi alla prima sconfitta o dopo il primo pareggio sbiadito.
Nel frattempo le cronache registrano una bella dichiarazione del proprietario del club, Gerry Cardinale, su Ruben Amorim. Non era scontata e segnala, semmai ve ne fosse il bisogno, un'evidente discontinuità rispetto al recente passato, quando soprattutto Paulo Fonseca e Sergio Conceicao non vennero sufficientemente difesi e tutelati dalla proprietà rossonera.
Stavolta Cardinale ci ha messo la faccia ad inizio stagione ed è ampiamente plausibile che continui a mettercela anche nel prosieguo della stessa. Su Amorim ha puntato forte, è una sua scelta precisa: non difenderla sarebbe praticamente un autogol.
In questo quadro emerge in maniera chiarissima quanto sia singolare il panorama mediatico italiano che ieri sera ha incensato il Milan dopo la vittoria contro la squadra salentina. In fondo si trattava della stessa squadra che, soltanto qualche giorno prima, era pronta a cambiare allenatore.
Amorim nelle scorse settimane ha tradito, senza dubbio, qualche accenno di polemica e di risentimento. Il tecnico portoghese non parla ancora bene la lingua italiana ma pare aver capito l'andazzo del nostro calcio. Ogni non vittoria viene vissuta senza alcun equilibrio e il lavoro dell'allenatore è decisamente più difficile rispetto ad altri contesti.
L'analisi delle partite non esiste, la critica rimane marginalizzata su posizioni di nicchia. Il resto è solo polemica, quasi sempre sterile e priva di contenuti reali.
Manca terribilmente l'equilibrio, che in Italia è un illustre sconosciuto. Amorim si sta già adeguando. L'uomo ha una intelligenza viva e buon intuito. In Italia, per tenere botta, serve questo e molto altro.















