![]()
Il vero problema è un altro
Il difficile deve ancora cominciare e ogni dettaglio può diventare importante
Per tre settimane il pallone ha smesso di rotolare, ma a Milanello il lavoro non si è fermato. Anzi, Ruben Amorim ha approfittato della sosta per osservare meglio la sua squadra e lavorare con quei giocatori che avevano bisogno di tempo. Per lui, infatti, il problema non è stato aspettare.
La vera difficoltà sarà quello che arriverà dopo.
Tra una settimana il campionato ricomincerà e davanti al Milan ci sarà un calendario pienissimo. Tante partite, poco tempo per recuperare e la necessità di utilizzare tutta la rosa. È proprio questo che preoccupa maggiormente l'allenatore portoghese, come ha spiegato a Sky: “Se c'è una vera preoccupazione, non riguarda le tre settimane di pausa: riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti.”
Amorim non vuole però farsi spaventare dalla situazione. Sa che bisogna adattarsi e, soprattutto, sa che non può pensare sempre agli stessi undici giocatori. Dopo le prime cinque partite ha già visto una cosa che gli piace: chi è entrato dalla panchina ha dato una risposta positiva. Con appena due giorni tra una gara e l'altra, questa sarà una risorsa fondamentale.
“Cercherò sempre di schierare la formazione migliore per ogni partita”, ha spiegato, pensando anche a quello che potrebbe servire durante la gara. È un'idea semplice, ma importante: per affrontare tutto quello che arriverà, il Milan avrà bisogno di tutti.
E poi c'è il lavoro che ancora deve essere completato. Amorim non nasconde che la sua squadra non è ancora arrivata dove vorrebbe. Vuole un Milan capace di controllare le partite con maggiore continuità e riconoscibile anche quando le cose diventano difficili. Ma non vuole nemmeno che tutto venga chiamato semplicemente "il Milan di Amorim".
“Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi.”
Il tecnico ha ricordato che il Milan ha una storia e un'identità più grandi del nome di qualsiasi allenatore. Il suo obiettivo è costruire una squadra capace di vincere anche nelle giornate meno belle. Per arrivarci, però, serviranno tempo e continuità: “Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità”.
In questo percorso ci sarà anche Luka Modric, che Amorim vuole gestire con attenzione. Il motivo è semplice: non è possibile chiedere a un giocatore della sua età di mantenere sempre la stessa intensità. Ma c'è una cosa che fa sorridere l'allenatore: la voglia con cui il croato continua ad allenarsi.
“Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo”.
Anche davanti alla porta, però, il lavoro deve migliorare. Il Milan nelle prime partite ha creato meno occasioni di quanto avrebbe voluto, ma Amorim non vuole trasformare tutto in una questione tra Camarda e Gonçalo Ramos. La soluzione, secondo lui, deve coinvolgere tutta la squadra.
Ramos ha già mostrato cose interessanti e lo ha confermato anche con il Portogallo, segnando contro la Danimarca. Ma l'obiettivo è permettere a tutti di avere più occasioni, da Pulisic a Camarda fino a Cissè: “La mia preoccupazione principale è creare più occasioni per tutti i miei giocatori: per Pulisic, per Camarda, per Cissè. È un lavoro di squadra”.
Ed è forse proprio questa la cosa più bella del messaggio di Amorim. Il Milan non è ancora arrivato al punto che vuole raggiungere, ma sa già quale strada deve seguire. Adesso che il campionato sta per tornare, ci sarà molto da correre. E serviranno tutti.















