
Se ne andrà, finalmente?
I tifosi erano giunti al limite con i suoi atteggiamenti e le troppe partite giocate trascinandosi: che sia la volta buona?
Dai che ci siamo: Leao se ne va.
Finalmente, verrebbe da dire.
E’ un giocatore che è rimasto a Milano due anni di troppo, svernando, beandosi dei complimenti, facendo un po’ quel cazzo che voleva dentro e fuori dal campo, coltivando altri interessi (com’è giusto che sia) che, però, fagocitavano la sua attenzione ed energie; così non poteva andare avanti. Letizia lo ha definito ‘pigro’ e non posso che condividere. Pensavamo di avere un fuoriclasse, invece avevamo un buon giocatore, tremendamente lunatico e discontinuo; lo si vedeva subito di che umore era non appena cominciava la partita. E, ahinoi, il più delle volte, scendeva sul terreno di gioco pensando alle canzoni da cantare o alla sfilata di moda del giorno dopo.
Non è che sia stato un abbaglio: il giocatore ha enormi potenzialità fisiche ed atletiche, ma, dopo gli ultimi 4 anni di molti bassi e un po’ di alti, era da spedire altrove ed incamerare 80mln freschi freschi; invece, nella mediocrità generalizzata della rosa, spiccava il suo talento e lo si difendeva manco fosse un campione affermato.
Non era così e non è così.
Adesso dove andrà? Premier o Super Lig turca? Voleva la Premier e la Premier si è fatta avanti ma lui vuole i soldi e ne pretende pure tanti. Per carità: si danno ingaggi stratosferici a vere mezze seghe, è comprensibile che Rafa spinga per un top stipendio, ma se ti danno la possibilità di giocare nel miglior campionato del mondo e pure in Champions League, ti offrono 5 anni di contratto a cifre superiori di quelle che prendi adesso, vai in aeroporto, voli a Birmingham con la stilografica in mano e firmi immediatamente il contratto.
Invece vuole più grana.
L’importante è che schiodi e che lo faccia in tempo zero; poi, dove andrà, chissene. Avrà la nostra eterna riconoscenza per ciò che ha fatto per noi, ma quando una storia è finita, è inutile trascinarla stancamente.
Certo, però, che poteva evitare alcune dichiarazioni durante il Mondiale; quelle parole hanno messo il Milan in difficoltà, deprezzando il giocatore.
Onestamente, è già tanto che non sia andato a finire in Arabia; lì, di soldi, ne avrebbe incassati ben di più. Almeno in questo non ci ha delusi.
Amorim è stato cristallino durante la conferenza stampa di oggi; ha parlato molto chiaramente sia della formazione, sia della situazione degli ‘epurati’, invitando i giornalisti a porre domande sul Venezia e di smetterla di chiedere del mercato.
Caro Ruben, siamo in Italia: di Milan-Venezia se ne sbattono tutti; a loro interessa lo scoop, la malignità, la frecciatina, la messa al bando di questo o di quello, nient’altro.
E mi è piaciuto quando ha confermato che Tomori, Fofana e Gimenez resteranno comunque fuori rosa, anche nel caso non trovassero acquirenti da qui al 1° settembre. Nessun reintegro, nessuna marcia indietro, nessuna inversione a U. Sono fuori dal progetto e lì resteranno, quindi, detto terra-terra, cercatevi un ingaggio altrove se non volete perdere una stagione trascorrendola in tribuna.
Intanto se ne va Ricci, destinazione Como. Bravissimo ragazzo, ma tecnicamente inconsistente ed irrilevante nel gioco di Amorim; ha fatto la scelta giusta per la sua carriera.
Contro il Venezia è probabile che rivedremo lo stesso 11 partito col Torino e che ha fatto così bene domenica sera; in questa settimana speriamo che sia migliorata la condizione atletica dei ragazzi, che, negli ultimi 15/20 minuti al ‘Grande Torino’, hanno faticato parecchio fisicamente.
E domani sorteggi per l’Europa League; il Milan si trova in prima fascia, insieme a Juve, Bayer Leverkusen, OM, AZ Alkmaar, Olympiacos, Real Sociedad. Grandi Club non ce ne sono e sarebbe delittuoso non provarci; non pare proprio così impossibile.
Forza Milan, sempre e per sempre!






