
Milan-Venezia 2-0: la nostra moviola
Tanti episodi da rivedere con attenzione
All’inizio della gara succede subito qualcosa che mi fa drizzare le antenne: all’11’ Gonçalo Ramos cade in area dopo un contatto con Armel Bella‑Kotchap. Io lo guardo e mi sembra che ci sia davvero un tocco da dietro, uno di quelli che ti fanno perdere l’equilibrio. Manganiello però fa segno di alzarsi e lascia correre. Io rimango un po’ dubbioso, ma cerco di non farne un dramma: magari l’arbitro ha visto meglio di me.
Al 27’ arriva il primo giallo, quello per Joel Schingtienne che ferma Alphadjo Cissè mentre stava ripartendo. Qui mi sembra una decisione normale, una di quelle che vedi spesso. Poi, al 48’, tocca a Kike Perez: entra duro su Modric e viene ammonito. Anche questo mi pare giusto. Al 54’ arriva un altro cartellino, stavolta per Haps, che blocca Loftus‑Cheek in corsa. La partita continua a essere piena di piccoli episodi, come se ogni azione avesse un suo mini‑racconto.
Il gol di Ramos al 68’ è pulito: un sinistro fortissimo che non lascia scampo. Io esulto, perché è uno di quei tiri che ti fanno saltare dalla sedia. All’89’ succede una cosa un po’ strana: Jashari viene lanciato in profondità, il portiere lo ferma, ma la palla rimbalza su Redouane Halhal e finisce in porta. Sembra quasi un colpo di fortuna, uno di quei rimbalzi che capitano una volta ogni tanto. Dopo quattro minuti di recupero la partita finisce 2‑0.
C’è anche un momento curioso: Manganiello assegna un rinvio al Venezia, ma Pavlovic protesta perché secondo lui c’era una deviazione avversaria. Fa pure il gesto dell’auricolare, come per dire “Controllate!”. Però il VAR, in casi così, non può intervenire. Può farlo solo se c’è un errore evidente nell’assegnare un corner, non quando si tratta di un rinvio. Io rimango un po’ perplesso, ma capisco che le regole sono fatte così.






