amorim

 

Nonostante tutto, dalla tua parte Ruben

 

Indipendentemente dal derby

 

La sconfitta di mercoledì è stata veramente dolorosa. Dopo un buon primo tempo chiuso 2-1 con la doppietta del nostro gioiello grezzo Cisse, il secondo tempo ha visto un crollo assurdo e imprevedibile della truppa di Amorim. Ci sono diverse cose su cui mi sono fatto delle domande: perché in assenza di numerosi giocatori chiave sparsi un pò in tutti i ruoli, si è optato per un turnover? Perché gli assenti Gila, Moreira e Rabiot il mercoledì non sono arruolabili e il giovedì sono in gruppo pimpanti e al 100%? Non si poteva rischiarne almeno 2 di questi, seppur non al 100%, per almeno un tempo mercoledì? Tutte domande a cui mi piacerebbe sentire una risposta dal nostro mister.

 

Ma questo non scalfisce un mio pensiero: Ruben Amorim non si tocca. Sì, perché potrei avere dei dubbi sulla gestione degli uomini, ma non sull'idea di gioco. Sì, avete letto bene, il gioco. La squadra di Amorim, seppur a tratti, ha mostrato un ottimo calcio: le uscite palla al piede, il centrocampo che comunica bene con l'attacco, un gioco offensivo e verticale. A me piace.

 

Purtroppo però questo si scontra con diversi fattori. La rosa ha elementi non validi che, quando chiamati in causa, mostrano un livello decisamente più basso rispetto ai titolari. Allora uno potrebbe pensare che sia colpa della società: nell'ultimo mercato sono arrivati pochi elementi, seppur validi e a prezzi alti, a dimostrazione della voglia di migliorare drasticamente la qualità della rosa. Ma non avendo un budget di 500 milioni a sessione, è normale che nel processo di un nuovo corso ci voglia tempo per modellare la squadra a immagine e somiglianza del gioco di Amorim.

 

Bisogna capire una volta per tutte che il nome "Milan" non scende in campo. Non è che se ti chiami così allora sei obbligato a vincere solo per il blasone: nessun club al mondo vince solo col nome. Visto lo schifo che abbiamo vissuto negli ultimi anni — con una società che ha speso tanto ma molto male — rispetto a quest'anno, in cui per la prima volta si è fatto mercato insieme all'allenatore, bisogna dare tempo e modo di creare qualcosa con questo nuovo corso. E nello sviluppo di questo progetto bisogna passare per forza da alcune batoste.

 

Non pensiate che a me piaccia stare a 30 punti dall'Inter o fare figuracce in Europa League. Ma siccome l'alternativa a questo percorso è trovare improvvisamente un arabo che spenda 500 milioni in un mese, o la pazienza ci viene o ci viene. Il Milan lo si ama sempre e comunque, e nonostante il rischio concreto di perdere il derby e andare a -10 a fine ottobre, mi interessa poco. Non per mancanza d'amore, ma per estremo gesto d'amore, perché credo in Ruben, credo nel progetto, credo nel MILAN.

 

Concludo con una piccola chiosa sullo stadio: sarà l'impianto più bello d'Europa che aiuterà definitivamente a tornare a essere il vero Milan. Sempre dalla tua parte, mio amato Milan. Nonostante tutto. Nonostante tutti. Sempre con te.


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