
Un pezzo da sistemare
Le ultime sorprese arrivano proprio quando si alza il sipario.
Quando un bambino costruisce una torre con i mattoncini, non basta metterli uno sopra l’altro velocemente: deve anche fare attenzione a non stancarsi e a non farla cadere. Per il Milan, in questo momento, sembra esserci qualcosa di simile. La squadra ha mostrato di saper giocare bene, ma non sempre riesce a farlo per tutta la partita.
La sconfitta in casa contro il Bologna ha fatto nascere tante critiche. Eppure non bisogna buttare via tutto quello che è stato fatto: gli errori vanno guardati, ma anche le cose buone meritano di essere riconosciute. Il problema che continua a tornare è proprio la discontinuità.
La squadra rossonera ha comunque una media di 2 punti a partita, che da sempre viene considerata più che sufficiente per qualificarsi alla Champions League, il grande obiettivo della stagione. Per questo non serve farsi prendere dal panico: serve capire che cosa funziona e che cosa invece deve migliorare.
Con Ruben Amorim, il Milan ha un’idea di gioco che, quando riesce a metterla in pratica, può essere anche molto bella da vedere. Ma pressare gli avversari e provare a riprendersi subito il pallone costa tante energie, sia al corpo sia alla testa. Imparare a giocare così richiede tempo, e una squadra deve anche imparare a dosare le forze.
Questo si vede persino durante la stessa partita: il Milan può partire bene e poi fare più fatica. Era già successo contro l’Atalanta, anche in quella gara giocata con tutti i titolari. La squadra sta ancora imparando a muoversi nel modo voluto dall’allenatore e deve trovare il modo di non consumare tutte le energie troppo presto.
Il lavoro da fare, quindi, è imparare a mantenere lo stesso livello più a lungo. Perché il Milan ha già mostrato di poter giocare bene: adesso deve riuscire a farlo con maggiore continuità.















