
Quel numero fa pensare
Una squadra che può ancora crescere
Il Milan di Ruben Amorim ha già iniziato a far vedere qualcosa di diverso e questa cosa fa venire proprio voglia di capire dove può arrivare. I rossoneri hanno segnato 10 gol e hanno il terzo miglior attacco del campionato. Mica male! Però fermarsi ai gol sarebbe un errore, perché dietro questi numeri ci sono tante altre cose interessanti. L'analisi realizzata sul canale YouTube di MilanVibes insieme a Soccerment ha guardato alcuni dati che non si notano subito durante una partita, ma che aiutano a capire molto bene come sta giocando il Milan. Per esempio, c'è una cosa che fa un po' pensare: quante volte il Milan riesce ad arrivare dentro l'area avversaria. Nei tocchi effettuati nell'area di rigore degli avversari, la squadra è al 57º percentile. Non è un numero brutto, però non è nemmeno quello di una squadra che arriva lì continuamente. Ancora più interessante è il dato sugli ingressi in area, che è piuttosto basso rispetto alle altre squadre del campionato. Insomma, il Milan sa segnare, ma può diventare ancora più pericoloso se riesce a portare il pallone più spesso vicino alla porta. Ed è proprio qui che Amorim può lavorare tanto. Se una parte maggiore del possesso diventa presenza nell'area avversaria, possono arrivare ancora più occasioni.
Poi c'è un dato che può far sorridere. Il Milan completa 3,56 cross ogni 90 minuti, un numero che vale l'88º percentile. Significa che quando decide di andare dalla parte degli esterni e mettere il pallone in mezzo, lo fa abbastanza bene. Il problema è che i cross provati non sono tantissimi. E qui viene subito in mente Goncalo Ramos. Il centravanti del Milan è bravo nel gioco aereo e in passato ha già saputo sfruttare questo tipo di palloni. Non vuol dire che il Milan debba buttare il pallone in area ogni volta che può. Sarebbe troppo facile! Però avere anche questa soluzione in più potrebbe essere davvero utile. La cosa ancora più bella, però, arriva quando si guarda la fase difensiva. Il Milan concede appena 21,1 ingressi nella propria area a partita. Questo dato vale il 93º percentile ed è davvero importante. Sono poche le squadre del campionato che permettono agli avversari di entrare così poco nella propria area. Anche guardando le occasioni concesse, il quadro è positivo: il Milan riesce a limitare sia il numero sia la pericolosità delle opportunità avversarie. E questa è una cosa molto interessante perché Amorim vuole una squadra aggressiva. Eppure, almeno nei numeri analizzati, questa aggressività non ha trasformato il Milan in una squadra scoperta. Anzi, la protezione dell'area sembra già essere uno dei punti forti.
Anche il pressing è cambiato parecchio rispetto alla scorsa stagione. Il Milan va a cercare il pallone con molta più decisione e soltanto cinque squadre della Serie A hanno numeri migliori. Non è semplicemente una questione di correre come matti. L'obiettivo è mettere pressione all'avversario, non lasciargli troppo tempo e provare a recuperare il pallone in una zona più vicina alla sua porta. Questa cosa è proprio bella da vedere. Il Milan non resta lì ad aspettare che l'altro faccia un errore. Cerca di farlo sbagliare con la propria pressione. E anche la difesa sta molto più avanti. L'altezza media della linea arretrata è di circa 37,39 metri. È il quarto dato migliore della Serie A, dietro Roma, Inter e Juventus. Questo significa che il Milan prova a stare alto, a occupare più campo e a tenere vicini i reparti. È una differenza bella grossa rispetto a un atteggiamento più prudente e con la squadra più bassa, come quello associato ad Allegri. Adesso il Milan vuole avere più campo, tenere il pallone e, quando lo perde, provare a riprenderlo subito.
Poi c'è Luka Modric, e qui la faccenda diventa ancora più interessante. Con il croato in campo, il Milan sembra dover abbassare un pochino l'intensità del pressing. Contro la Juventus, per esempio, Modric era titolare e la pressione rossonera è stata più moderata. Con Jashari, invece, il Milan può avere più dinamismo e aggressività. Però c'è un piccolo problema: con Jashari si può guadagnare qualcosa in intensità, ma si rischia di perdere un po' della qualità che Modric porta quando il pallone è tra i piedi. Quindi non è una semplice sfida tra due giocatori. È soprattutto una questione di equilibrio. Modric può dare al Milan una quantità enorme di qualità e controllo. Per farlo rendere al massimo, però, Amorim dovrà costruire una squadra capace di proteggerlo quando il pallone viene perso. Ed è qui che tutto torna al possesso. Se il Milan vuole pressare forte, difendere alto e recuperare subito il pallone, deve anche essere bravo a gestirlo quando lo riconquista. Altrimenti si rischia di vedere troppi contropiedi e troppe corse all'indietro. Insomma, il Milan non è ancora una squadra perfetta. Però ci sono già tante cose che fanno venire voglia di vedere le prossime partite. Davanti c'è ancora spazio per migliorare, mentre dietro sono già arrivate certezze importanti. E se Amorim riuscirà a mettere insieme tutti questi pezzi, allora può succedere qualcosa di davvero bello.















