Allegri Amorim

 

II numeri raccontano altro

 

Dietro una classifica quasi uguale c’è un cambiamento che può dire tantissimo

 

Io non guarderei soltanto la classifica per capire il nuovo Milan. Dopo cinque giornate ci sono 8 punti con Amorim, contro i 9 conquistati da Allegri nello stesso momento della scorsa stagione. La differenza è piccolissima. Ma quando si guardano le statistiche di SofaScore, si scopre che in campo qualcosa è cambiato davvero.

 

E secondo me è proprio questo l'aspetto più bello da vedere.

 

Gerry Cardinale ha deciso di chiudere con lo staff della passata stagione e di iniziare un nuovo percorso con Amorim. Una scelta che per molti è sembrata una scommessa. Il tecnico portoghese propone infatti un calcio molto diverso da quello di Allegri. Vuole una squadra aggressiva, capace di pressare in alto e soprattutto di avere il controllo della partita attraverso il pallone.

 

I numeri del possesso sono chiarissimi. Il Milan è passato dal 51% della scorsa stagione a più del 60%. Anche i tocchi a partita sono aumentati: 759,6 contro 648,6. Il pallone, quindi, è molto più spesso tra i piedi dei giocatori di Amorim.

 

Eppure c'è una cosa che ancora non torna del tutto.

 

Nella trequarti offensiva il Milan dello scorso anno aveva una presenza maggiore: 8,7% contro il 7,2% attuale. Anche i passaggi precisi in quella zona erano più numerosi, 231,8 contro 195. Questo significa che il nuovo Milan tiene molto di più la palla, ma non sempre riesce ancora a portarla con la stessa continuità nelle zone dove può fare davvero male.

 

Qui c'è un lavoro importante da fare. Il possesso non deve diventare soltanto un modo per controllare la partita. Deve servire a creare occasioni.

 

E proprio sulle occasioni arriva il dato che mi piace di più. Gli Expected Goals sono saliti da 6,94 a 7,91. Quasi un gol atteso in più dopo appena cinque partite. Quindi il Milan di Amorim, anche con qualche difficoltà nella trequarti, sta riuscendo a costruire una maggiore pericolosità.

 

Non tutto, però, è migliorato.

 

La difesa ha concesso qualcosa in più. Nelle prime cinque giornate della scorsa stagione il Milan aveva segnato 9 gol e ne aveva subiti 2. Oggi i gol fatti sono 10, ma quelli incassati sono 4. È un altro segnale del cambiamento: Amorim chiede più aggressività e più controllo attraverso il pallone, ma questo modo di giocare può anche lasciare qualche spazio in più.

 

Per questo io non farei ancora confronti definitivi. C'è anche un'altra cosa che pesa tantissimo: gli avversari affrontati.


Allegri aveva iniziato contro Cremonese, Lecce, Bologna, Udinese e Napoli, giocando tre di queste cinque partite in casa. Amorim, invece, ha già affrontato Torino, Juventus e Lazio fuori casa. A San Siro sono arrivate Venezia e Lecce.


E allora quel punto in meno in classifica va guardato anche così. Non sono stati due inizi uguali.


Il nuovo Milan sta quindi imparando a giocare in un modo completamente diverso mentre affronta subito partite complicate. Non tutto funziona ancora. La squadra deve migliorare nella trequarti, deve trovare maggiore equilibrio dietro e deve trasformare ancora meglio il possesso in occasioni.


Ma una strada si vede.


Amorim può partire proprio dai numeri migliori e lavorare su quelli che ancora non convincono. Più pallone, più pericolosità e poi un passo avanti nella capacità di arrivare con continuità negli ultimi metri. Se riuscirà a mettere insieme queste tre cose, il Milan potrà diventare ancora più pericoloso.


A me, quindi, non interessa soltanto vedere chi ha un punto in più dopo cinque giornate. Mi interessa vedere che tipo di Milan sta nascendo. E i numeri dicono che il cambiamento è già cominciato.


Adesso bisogna solo continuare a lavorarci sopra. Perché questo Milan ha ancora tanto da imparare, ma anche tanto da far vedere.


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