
C’è un precedente
E questa volta può raccontare qualcosa di molto importante
Io guardo gli 11 punti nelle prime cinque giornate e penso che ci sia una base interessante. Il Milan non ha ancora perso in Serie A: tre vittorie e due pareggi. Non è poco, soprattutto perché la squadra sta ancora imparando le idee di Rúben Amorim.
Ma non voglio fermarmi ai numeri.
Il Milan ha vinto contro Torino, Venezia e Lecce, mentre ha pareggiato con Juventus e Lazio. Questo mi dice una cosa semplice: quando l'avversario è sulla carta più abbordabile, il Milan ha saputo fare il suo lavoro. Quando invece la partita è diventata più difficile, sono arrivati due pareggi.
Ed è proprio qui che secondo me bisogna crescere.
Contro la Lazio, per esempio, il Milan è riuscito a rimontare dopo essere andato sotto di due gol. È una cosa positiva. Però nel primo tempo aveva lasciato troppo spazio ai padroni di casa. Anche contro la Juventus sono emersi problemi nella gestione della gara.
Quindi gli 11 punti fanno piacere, ma non raccontano ancora tutto.
C'è poi il Benfica. In Europa League è arrivata una sconfitta per 0-2 a San Siro. Per questo l'imbattibilità vale soltanto per il campionato. E proprio quella partita ci ha fatto capire che il Milan deve ancora trovare il modo giusto per affrontare squadre di qualità.
La storia del club, però, offre un confronto curioso.
Da quando in Serie A la vittoria vale tre punti, soltanto due Milan avevano iniziato con tre vittorie e due pareggi nelle prime cinque giornate: quello di Carlo Ancelotti nel 2006/07 e quello di Stefano Pioli nel 2022/23.
Il primo caso è molto particolare. Sul campo erano arrivati 11 punti, ma la penalizzazione legata a Calciopoli aveva cambiato la classifica. Quel Milan finì quarto in campionato, ma soprattutto arrivò fino alla finale di Champions League e ad Atene vinse contro il Liverpool grazie alla doppietta di Filippo Inzaghi.
Il Milan di Pioli partì invece con 11 punti reali. Dopo il pareggio con l'Atalanta e quello con il Sassuolo arrivò anche una vittoria pesante nel derby contro l'Inter. Alla fine, però, lo scudetto non arrivò: il Milan chiuse quarto e raggiunse comunque la semifinale di Champions League.
Non voglio usare questi due precedenti per dire dove arriverà il Milan di Amorim. Sarebbe troppo facile e anche sbagliato. Ogni squadra ha la sua storia.
Però una cosa la possiamo capire.
Un buon inizio deve essere seguito da qualcosa di più.
Il Milan deve continuare a battere le squadre che può e deve imparare a fare un passo in più negli scontri diretti. Juventus e Lazio hanno mostrato che la squadra può reagire e restare dentro le partite. Ora serve trasformare quella resistenza in vittorie.
Anche perché c'è un obiettivo che per me resta fondamentale: tornare a giocare la Champions League.
Gli 11 punti sono quindi una base. Non una certezza e nemmeno una promessa.
Io ripartirei proprio da qui. Amorim ha già qualcosa su cui lavorare. Adesso deve trasformare un buon numero in una squadra sempre più sicura delle proprie possibilità.















