
Il beccamortismo
E' una pratica che la tifoseria rossonera sperimenta da lustri, alimentata da una tifoseria incazzosa e becera e da qualche insospettabile...
Ieri sera, un ‘collega’ di MD mi invia uno stralcio del video del tardo mattino di Suma, e commenta: ‘L’epitaffio a Ruben Amorim’.
Ci sono rimasto di sasso; poi, mi son convinto che il suddetto collega avesse sicuramente interpretato male le parole di Mauro, ‘sicuramente’. Il video è quello con lui e la camicia a quadretti rossi e bianchi, tipo tovaglia da osteria, per intenderci (ne ho una uguale, ma blu), e dice, alla fine (in cauda venenum...): ‘La partita con il Benfica ci ha dimostrato che Marco Silva (allenatore dei lusitani, n.d.r.), che magari non avrà un’idea di calcio ambiziosa come quella di Ruben Amorim (taaac e uno), ma Marco Silva la sua compattezza e ordine tattico dietro e i suoi palleggi e guizzi davanti li ha fatti (taaac e due); noi, le cose che vogliamo fare, non siamo riusciti a farle (taaac e tre). E quindi dobbiamo soppesare, dobbiamo pensare a dove vogliamo andare, ma dobbiamo anche pensare a cosa succede domani mattina’.
E che doveva succedere, stamattina, Mauro, ce lo dici tu o tiriamo ad indovinare?
Ci provo:
- per la Gazzetta saremo in crisi sparata e Amorim rischia;
- per il Corsport, idem;
- per Tuttosport idem;
- per Pellegatti moriremo tutti;
- per MilanNews, siamo già morti;
- Cuomo dirà le sue solite barzellette da ganassa;
- Mazzara pesterà duro, as usual;
- per Longoni è il giorno dell’Apocalisse, anche se incasserà ancor di più;
- per FORZA MILAN la colpa è di Cardinale e Ibra;
- Silvestrin farà la ola in studio;
- Morelli, da bravo pretino qual è, non si sbilancerà, ma saprà inventarsi qualche riferimento catastrofico, magari citando Guccini o Leopardi o qualche vecchio film d’essai;
- per RRN è il giorno del trionfo;
- per i tanti tifosastri è quel giorno tanto atteso del: ‘Io l’avevo dettoooo!’.
Mbeh, e quindi? Che c’è di diverso dagli altri giorni? Come diceva Prevèrt: ‘Tutto finisce, tutto passa l’acqua scorre e il cuore dimentica’.
‘No news, good news’, recitano gli inglesi, ‘Nessuna nuova, buona nuova’, in italiano; tutto procede come al solito, la sconfitta casalinga (meritata) contro il Benfica non ha sortito effetto alcuno, tranne su Mauro Suma, che, invece, si era sempre speso in difesa del mondo rossonero ed ora comincia ad indietreggiare, lentamente, allineato e coperto ma fino ad un certo punto, cercando una exit strategy elegante, diplomatica, un passettino alla volta, facendo pagare alcuni contenuti, iniziando così a mettersi un po’ in ombra, sotto i faggi lontano dai raggi (del sole).
Per carità: ognuno è liberissimo di pensare e dire le cose che ritiene più opportune (Suma direbbe ‘sacrosantemente’), ma Maurone nostro era rimasto l’ultimissimo baluardo contro la degenerazione ed il beccamortismo che ha investito il popolo rossonero lustri addietro, l’ultima boa in mezzo all’oceano oltre la quale troveremo solo angoscia e distruzione e disperazione, era l’ultimo bastione in difesa del glorioso simbolo.
A chi ci dovremmo rivolgere, adesso? Avrei in mente tre nomi, tre (tenetevi forte!): Fabrizio Romano, Beppe Bergomi e Paolo Bargiggia.
Già, proprio così; ieri un amico mi ha inviato un video di Bargiggia su IG che commentava la shit storm che Ruben Amorim sta attraversando (e attraverserà taaaante volte in futuro) dal dopo gara di mercoledì, e ne aveva per tutti, nessuno escluso, definendo i critici di professione ‘gufi e cialtroni’. Vi invito a dargli un’occhiata per capire fino a che punto la tifoseria rossonera è riuscita ad approdare se ci dobbiamo difendere con 2 interisti ed uno juventino.
Lo capite, vero?
Forza Milan, sempre e per sempre!
[E forza Ruben Amorim, facciamogliela vedere a questi cassamortari!]















