
Riflessioni post Roma
Per diventare squadra il Milan ha bisogno di tempo
L'ultima cosa è il risultato in questo momento. Non perché vincere o perdere non sia importante; semplicemente perché questa è una stagione particolare.
Avrei voluto vincere con la Lazio, non lo nego e a fine gara avevo un po' di rammarico. Il secondo tempo del Milan è stato di spessore. Ci sono state tante occasioni e la squadra ha avuto finalmente un'impronta di gioco simile a quelle che sono le idee del suo allenatore.
Potevamo vincere ma potevamo anche perdere perché la prima frazione di gara è stata pessima. La Lazio avrebbe potuto fare anche 3 o 4 reti e a quel punto la situazione sarebbe stata molto diversa.
C'è però un punto fondamentale da cogliere. Il Milan quest'anno ha iniziato un progetto nuovo, nel quale dovrà diventare una squadra di possesso, brava a pressare e capace di offrire un gioco dominante.
Questo però è l'approdo finale. Per arrivarci ho personalmente già messo in preventivo parecchi partite sbagliate e qualche sconfitta bruciante. Nessun percorso è scevro da errori o da battute a vuoto.
Per diventare squadra, il Milan passerà inevitabilmente da tornanti difficili. La strada sarà tortuosa. E allora inutile fare drammi per una prestazione negativa o per un primo tempo in bambola.
Bisogna avere la maturità di accettare l'idea che questo percorso sarà lungo e che ci vorrà tempo e tanta tanta pazienza.
La squadra ha bisogno di affetto, di sostegno e di critiche costruttive, finalizzate a dare un contributo, non un urlo contro il cielo.
I disfattisti cronici e gli avvelenatori di pozzi non potranno condividere le mie riflessioni ma questo è abbastanza normale: per diventare una squadra vera il Milan dovrà essere più forte anche di queste situazioni.















