amorim

 

Una rivoluzione che richiede tempo!

 

La realizzazione del progetto-Amorim non può certo realizzarsi in così poco tempo ed in queste condizioni (tra mercato e ritardati arrivi dal Mondiale). Fiducia e pazienza.

 

A leggere i commenti del post partita di domenica sembrava che il Milan avesse perso e che la Juve avesse dominato su tutti i fronti. E naturalmente sono venuti alla luce tutti i detrattori di Amorim per sottolineare come il Milan di Torino avesse giocato la partita come faceva quello di Allegri. Insomma, un funerale!

 

Ora, è fuori di dubbio che il Milan non abbia giocato bene e che la Juve non meritava assolutamente di perdere, ma non è il caso di esagerare con le critiche. Criticare la prestazione ed analizzare ciò che non ha funzionato è doveroso, ma è molto meglio farlo non avendo comunque perso ed essendo rimasti imbattuti in uno scontro diretto.

 

 

Anche la rottura di coglioni del livello di questo Juventus-Milan rispetto a quello delle rivali più accreditate per la lotta scudetto la prendiamo per buona solo e soltanto perché Inter e Roma sono riuscite nei minuti di recupero a vincere partite che avrebbero anche potuto perdere; non significa nulla, ma senza i minuti di recupero in classifica oggi il Milan avrebbe due punti in più di Inter e Roma.

 

Ma questo, ripeto, lo dico solo per sottolineare come le narrazioni intorno alle squadre siano spesso esagerate.

 

Il Milan di Amorim è un cantiere aperto, dove è in progetto di costruire una squadra che faccia l’esatto opposto di quello che faceva nel recentissimo passato. C’è qualcuno che pensa che ciò si può realizzare dopo due mesi? E che si possa fare con molti titolari che non hanno praticamente fatto la preparazione estiva con Amorim?

 

Se si crede nel mister e nelle sue idee, è necessario portare pazienza e dargli il tempo di lavorare, e di condurre anche i suoi esperimenti.

 

Le formazioni della tournée estiva e delle prime due giornate di campionato erano chiaramente influenzate dal fatto che Amorim ha schierato i giocatori che avevano lavorato con lui, mentre adesso che ha tutta la rosa a disposizione, prova anche a capire come poterli sfruttare al meglio nel suo sistema di gioco.

 

Da qui, credo, lo schierare Rabiot e Saelemaekers trequartisti e Moreira esterno destro, lasciando in panchina, almeno nello schieramento iniziale, Cisse e Chuku che erano stati titolari nelle prime gare e sono tra gli uomini più in forma.

 

Ha funzionato questo schieramento? Ha avuto Amorim le risposte che cercava da questi uomini? Onestamente credo di no, ma credo di poter dire che proprio per questo la sua squadra sia ancora un cantiere aperto e che il lavoro da fare sia ancora tanto.

 

Il doverlo fare a campionato in corso non semplifica di certo le cose, ma proprio per questo bisogna dare tempo al mister ed avere fiducia e speranza nel progetto che ha in mente.

 

Se riuscirà nel suo intento, il suo Milan ci farà divertire e sarà un piacere vederlo giocare a calcio. Intanto qualcosa abbiamo già intravisto, e comunque 7 punti in tre giornate, dopo due trasferte ostiche (da sempre) a Torino, sono un buon viatico per un progetto che richiede del tempo per essere realizzato.

 

Ed ora sotto con la terza trasferta (su quattro giornate) contro una delle capoliste del campionato, questo sempre a sottolineare che anche il calendario non sta certo agevolando il lavoro dello staff tecnico.

 

Chiudo con una piccola riflessione a margine. Dopo una settimana di rottura di coglioni sul mancato arrivo di un difensore centrale all’altezza, è passato sotto silenzio (non a caso) che De Winter è stato il nostro migliore uomo in campo!

 

Questo perché spesso ci piace dare giudizi senza aspettare i riscontri del campo.


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