
Prima la squadra
Meno cambiamenti, più unione: questa può essere la strada giusta
Penso che una delle cose più importanti per questa squadra sia trovare un gruppo vero. Negli ultimi anni sono arrivati tanti giocatori e spesso è stato difficile creare una squadra unita. Secondo me, invece, servono meno cambiamenti e più continuità.
La storia ci insegna che non sempre comprare tanti giocatori porta risultati. Nel 1997 il Milan fece un mercato molto importante, ma quella stagione finì male. Al contrario, nel 2006 la squadra arrivò a vincere la Champions League ad Atene anche dopo un mercato difficile. La forza era soprattutto nel gruppo costruito negli anni.
Anche con Stefano Pioli abbiamo visto qualcosa di simile. Il Milan è cresciuto quando ha avuto continuità e quando sono stati aggiunti pochi giocatori importanti a una base già forte. In poco tempo quella squadra è riuscita a diventare campione d'Italia.
Per questo oggi io penso che il Milan debba avere pazienza. Ruben Amorim ha bisogno di tempo per conoscere i giocatori e creare le sue idee. Non serve cambiare tutto ogni pochi mesi. Serve scegliere bene, lavorare tanto e dare fiducia a chi dimostra di voler far parte del progetto.
La mia idea è semplice: costruire un gruppo forte e tenerlo insieme il più possibile. Se i giocatori imparano a conoscersi, ad aiutarsi e a lottare uno per l'altro, anche le difficoltà diventano più facili da superare.
Io voglio vedere proprio questo nel nuovo Milan: meno rivoluzioni e più squadra. Perché prima dei grandi risultati viene sempre una cosa fondamentale: sentirsi parte dello stesso gruppo.






