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Un inizio che fa sperare
La prima pagina di una storia nuova
La nuova avventura è partita con un sorriso. La squadra ha vinto 2-1 in una trasferta complicata, in uno stadio dove non è mai facile giocare. Non è stata una partita perfetta, anzi a volte è stata anche un po’ dura, ma proprio per questo il successo vale ancora di più. Ci sono gare che non si vincono solo correndo o facendo belle azioni: a volte servono idee veloci, coraggio e la forza di cambiare tutto al momento giusto.
All’inizio la partita era chiusa. Le due squadre correvano tanto, si muovevano bene e non lasciavano spazio. Sembrava che nessuno riuscisse a trovare il modo per segnare. Lo 0-0 dell’intervallo era la fotografia perfetta di quei primi quarantacinque minuti.
Poi, nella ripresa, il nuovo allenatore ha deciso di cambiare la storia della gara. Ha mandato in campo Luka Modric e Adrien Rabiot, due giocatori che portano calma e qualità. Da quel momento la squadra ha iniziato a muovere la palla con più sicurezza. Rabiot ha fatto un passaggio perfetto per Alphadjo Cissé, che ha segnato il primo gol. Poco dopo è stato lo stesso Rabiot a trovare il raddoppio, grazie a un assist di Samu Chukwueze. Due lampi in tre minuti che hanno trasformato tutto.
Nel finale Che Adams ha segnato una bella girata, una delle poche occasioni dell’avversario. Il risultato dice 2-1, ma chi ha visto la partita sa che la squadra ha controllato quasi tutto il tempo.
Questa gara fa capire una cosa importante: il nuovo allenatore vuole difendere tenendo la palla, non solo chiudendosi dietro. Lo aveva detto prima della partita e lo si è visto chiaramente. Ha anche dimostrato di avere il coraggio di cambiare quando serve. L’ingresso di Modric e Rabiot ha dato un volto nuovo alla squadra.
Certo, non è tutto perfetto. Nel primo tempo si è visto che c’è ancora da lavorare per creare più occasioni. Ma vincere una partita difficile, trovare la soluzione dalla panchina e resistere nel finale è proprio il tipo di esperienza che aiuta a crescere.
La prima pagina di questa nuova storia è stata scritta a Torino. Non è stata una pagina da favola, ma è stata una pagina vincente. E per cominciare, forse, è proprio ciò che serviva.






