milan amorim

 

Ora si fa sul serio

 

Il tempo per prepararsi c’è, ma dopo non ci saranno più scuse

 

La cosa più bella di questa sosta è che il Milan può guardarsi indietro e capire cosa ha fatto bene. Undici punti dopo cinque giornate non sono pochi. Soprattutto perché davanti ci sono ancora Inter, Lazio e Roma, ma il Milan è lì, vicino, pronto a provare a salire ancora.

 

Il nuovo corso di Amorim è partito con buone sensazioni. Torino, Venezia e Lecce sono state tre vittorie importanti. Poi sono arrivati i pareggi contro Lazio e Juventus, due partite difficili nelle quali il Milan è riuscito comunque a portare a casa qualcosa. Non è ancora il Milan che tutti vorrebbero vedere, ma qualcosa sta prendendo forma.

 

La partita che ha fatto arrabbiare di più è stata invece quella contro il Benfica. Lì sono comparsi problemi che non possono essere ignorati. Il Milan ha sofferto l'aggressività degli avversari e ha fatto fatica a costruire con tranquillità. Anche il grande turnover scelto da Amorim non ha dato le risposte sperate. È uno degli aspetti che il tecnico dovrà sistemare.

 

Però non bisogna guardare soltanto ciò che manca. Ci sono anche segnali che fanno venire voglia di aspettare con fiducia. Mario Gila, per esempio, sta dando maggiore sicurezza alla difesa. La sua posizione e il suo modo di leggere le azioni aiutano una squadra che deve ancora perfezionare tanti movimenti.

 

E poi c'è Rabiot. Uno che sembra non fermarsi mai. Aiuta il centrocampo, corre, copre e quando può si butta anche davanti. I gol contro Torino e Lecce non sono arrivati per caso. Il francese può diventare uno dei giocatori che tengono in piedi il nuovo Milan, anche perché con la sua esperienza può aiutare chi è arrivato da poco.

 

Questa è forse la cosa che Amorim sta cercando di costruire: una squadra nella quale tutti devono lavorare. Quando si perde la palla bisogna reagire subito. Quando invece il Milan attacca, anche i centrocampisti devono accompagnare l'azione. Non sempre succede nel modo giusto, ma qualche meccanismo comincia a funzionare.

 

Davanti, però, c'è ancora da fare un bel passo avanti. Quando il Milan trova spazio può diventare molto pericoloso. Se invece l'avversario si chiude, tutto diventa più complicato. A volte manca il movimento che permette di liberare un compagno e la squadra finisce per cercare troppo la giocata personale.

 

È proprio questo che il Milan deve imparare: avere più di una soluzione. Non può giocare sempre allo stesso modo. Deve saper accelerare quando serve e rallentare quando è necessario. Deve attaccare senza scoprirsi e soprattutto deve riuscire a mantenere la propria identità anche quando Amorim cambia gli uomini.

 

Il Benfica ha fatto vedere anche un'altra cosa. Oggi il Milan non può ancora cambiare troppi giocatori insieme senza rischiare di perdere qualcosa. Ma questo non significa che le alternative non servano. Anzi, servono tantissimo. Con una stagione così piena, Amorim dovrà trovare altri giocatori pronti a entrare davvero nelle rotazioni.

 

E qui arriva il vero significato di questa sosta. Non è soltanto una pausa. È un piccolo spazio per mettere ordine. Per lavorare sui dettagli. Per far crescere i giocatori che hanno avuto meno spazio. Per capire cosa non ha funzionato e provare a correggerlo prima che arrivino le partite una dietro l'altra.

 

Perché al ritorno non ci sarà praticamente tempo per respirare.

 

Il primo appuntamento sarà l'11 ottobre contro il Sassuolo. Poi il 15 arriverà il Salisburgo in Europa League, il 18 ci sarà l'Atalanta, il 22 il Bournemouth e il 25 l'Udinese. E non sarà ancora finita: il 28 il Bologna e il 31 l'Inter nel derby.

 

Sette partite in venti giorni. È qui che il Milan dovrà dimostrare di essere davvero cresciuto. Non basterà avere un undici forte. Serviranno anche cambi affidabili, perché giocare ogni tre o quattro giorni obbligherà Amorim a usare tutta la rosa.

 

E sarà importante farlo senza perdere l'equilibrio. Il tecnico dovrà trovare il modo di far riposare alcuni giocatori senza ripetere i problemi visti contro il Benfica. È una delle sfide più interessanti di questo nuovo Milan.

 

Per ora, comunque, c'è una base sulla quale costruire. Undici punti, una classifica che permette di guardare avanti con fiducia e una squadra che sta ancora imparando. Non è finita, anzi. Il bello deve ancora arrivare.

 

La sosta deve servire proprio a questo: rendere il Milan più forte prima del periodo più intenso. Se Amorim riuscirà a migliorare le cose che ancora non funzionano, dopo questa pausa potrà arrivare un Milan ancora più sicuro, più completo e più pronto.

 

E allora sì, si potrà capire davvero dove può arrivare questa squadra.


Il calciomercato

il pre partita di milan day

il post partita di milan day

banner orizz pubb mdtube
 
 
 
 
 

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.