moviola

 

Milan-Benfica 0-2: la nostra moviola

 

Tre episodi che fanno discutere

 

Ci sono partite in cui l'area di rigore diventa il centro di tutto. Milan-Benfica è una di queste.

 

Io mi sono segnato tre episodi. Tre contatti diversi. Tre proteste. Ma alla fine la risposta è sempre la stessa: niente rigore.

 

Il primo arriva al 20'. Ramos cade dopo un contatto con Kaminski. Rivedo l'azione e non mi sembra abbastanza per indicare il dischetto. Il contatto c'è, ma non basta.

 

Poi arriva il caso di Gila. Il difensore ha il braccio largo e per un attimo il dubbio viene. Però il pallone arriva all'improvviso. Non c'è il tempo per parlare di un movimento volontario. Anche qui, quindi, è giusto andare avanti.

 

La protesta più forte arriva al 32'. Pavlović finisce a terra e il Milan chiede il rigore. Il VAR controlla, ma non cambia la decisione presa sul campo.

 

Io, in questi casi, preferisco una linea chiara. Se il contatto non è sufficiente, il gioco deve continuare. Non serve cercare un rigore a ogni caduta.

 

Anche sui cartellini la gestione mi convince. Pavlović viene ammonito per il fallo su Kaminski. El Karouani riceve il giallo dopo l'intervento su Chukwueze. Sono due sanzioni corrette.

 

La cosa che mi porto via da questa moviola è semplice: il Milan deve continuare a mettere pressione, ma senza trasformare ogni contatto in una protesta. Se l'arbitro e il VAR mantengono una linea chiara, anche la partita diventa più facile da leggere.

 


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