tempesta

 

Chi semina vento...

 

Troppi commentatori sedicenti milanisti si accaniscono contro proprietà e dirigenza del Club: non sarebbe ora di darci un taglio?

 

Non importa come finirà la stagione, ma, dopo tre giornate, una cosa la possiamo ammettere serenamente: grazie al Cielo, e a Gerry, Allegri non è più allenatore del Milan.

Magari col Napoli farà un campionato strepitoso, nessuno può sapere, ma il suo calcio era ed è una grandissima rottura di coglioni.

Dopo la prima partita vinta fortunosamente da Allegri a Genova, una pagina milanista molto seguita su FB fece un post dove venne scritto che sarebbe bastato dare a Max una squadra decente e lui l’avrebbe portata in vetta, con il consueto seguito di contumelie verso la nostra proprietà e dirigenza.

Non si sa cosa ne pensino adesso...


Oddio, non è che a Torino noi abbiamo fatto una splendida gara, tutt’altro, ma, perlomeno, sappiamo che all’allenatore non è piaciuta per niente e che cerca ossessivamente il bel gioco, veloce, d’attacco e non ne fa mistero; il livornese, invece, punta proprio a non giocare ed a speculare su un paio di azioni in contropiede nei 95’ di gara.

Massimo risultato col minimo sforzo: roba che nemmeno Bersellini, per dire.


A Roma, contro gli schiavi delle merde, la celebre Interlazionale, ci troveremo ad affrontare una squadra che, inspiegabilmente, ce l’ha a morte con noi, mentre, per noi, sono solo gli scendiletto dei prescritti e gli avversari cittadini della Roma, nulla di più, nulla di meno. La Lazzie è prima in classifica a punteggio pieno, nonostante un mercato al risparmio e senza Gila e Romagnoli in difesa e Guendozi a metà campo; allenata da Gattuso, uno dei più grandi paraculati dell’universo pallonaro italico, sta strabiliando per il gioco ed anche per l’abilità e la cattiveria agonistica che mette in campo. Vincere in rimonta a Udine non è semplice; vabbè, aggiungiamo che hanno battuto un Bologna in fortissima crisi identitaria ed un Genoa ancora alla ricerca di una fisionomia di gioco e di carattere, ma non è una partita da sottovalutare.

I milanisti saranno tra i 10 e i 12mila sugli spalti dell’Olimpico, di fronte ad un manipolo ristretto di fedelissimi biancocelesti. In pratica, giocheremo in casa…

Dopo una buona prova contro i Granata, una un po’ opaca col Venezia in casa ed un decisamente negativa a Torino contro i bianconeri, i nostri sono chiamati ad un riscatto sul piano del gioco, del ritmo, della convinzione e della cattiveria e tornare al successo in casa dei portaborse dell’Inter sarebbe proprio un bel regalo.


L’aspetto più fastidioso di questo breve scorcio di stagione, è il pessimismo che aleggia putrescente sulla squadra di Ruben e sulle sue reali capacità di dirigere i ragazzi; il disfattismo puzza, la fiducia profuma. E dato che sia l’afrore, sia l’aroma vengono percepiti all’interno della compagine rossonera, è meglio che sentano il profumo della positività, piuttosto che l’odore di marcio della negatività. Più l’ambiente è sereno e fiducioso, più i giocatori saranno disposti ad impegnarsi a fondo.

Poi, che dire? Senti quello là con le cuffie affermare che ‘Cissé non è un vero acquisto perché viene dal vivaio’ e capisci che è una guerra persa in partenza.


Ma, ormai, e purtroppo, ci si sta facendo il callo, l’abitudine a commenti indecenti e ripetitivi sul nostro Milan da parte di chi, invece, dovrebbe sostenerlo; FB mi propone i video di Longoni e dell’altro più anziano del quale non conosco il nome, e a volte mi domando se mai si stancheranno di sparare sempre ad alzo zero contro la proprietà del Club. Hanno una costanza invidiabile; nemmeno i Testimoni di Geova sono così incredibilmente petulanti ed insistenti. Ovvio che lo fanno anche per un ritorno economico, ma possibile che non si rendano conto che stanno cospargendo il terreno di mine antiuomo?

Occhio, che chi semina vento, raccoglie tempesta…


Forza Milan, sempre e per sempre!

 


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