
Pensieri veneziani e atlantici
Grazie Rafa
Secondo giro, 6 punti. Una partita, quella di ieri con il Venezia, che lascia diversi pensieri nella testa. Il Milan, a livello offensivo, è bello da vedere. Gioca bene e crea tanto. Probabilmente ha creato più palle gol in 2 partite che in tutte le 38 del precedente campionato.
Una cosa che mi piace tanto è la grande intensità e ferocia che il Milan ha quando deve recuperare palla. Vedo 11 cani furiosi che vogliono riacquisire l'oggetto del desiderio il prima possibile. Chiaro, la pur ostica trasferta di Torino e il buon Venezia, non sono 2 test particolarmente proibitivi, ma si doveva iniziare con 6 punti e 6 punti sono arrivati.
Chiaro, gli ultimi 15 minuti col Torino e qualche svarione di troppo col Venezia non lasciano sonni particolarmente tranquilli. È l'altra lato della medaglia, cioè il rischiare qualcosa di più in difesa. C'è sicuramente da registrare determinate cose in fase difensiva e di prestare più attenzione, ma siamo sicuri che il mister coi ragazzi proveranno a fare quanti meno errori possibili e a migliorare la fase difensiva.
Il Milan visto in queste 2 giornate ha praticamente giocato con le seconde linee. Se escludiamo Maignan, nei 10 di movimento non erano presenti Moreira, Pulisic, Rabiot e probabilmente un ulteriore difensore che potrebbe arrivare last minute. Senza tener conto chi prenderà il posto di Leao come numero 10. Quindi l'11 titolare nella mente del mister è ancora cosa ben lontana, ed è cosa buona e giusta perché a pieno regime, il livello sicuramente si alza vertiginosamente.
Quel 10, Rafa Leao, che ieri ci ha salutato. Io ho sempre amato Leao. Trovo sia giusto interrompere ora il rapporto oramai logoro. È un operazione win-win, dove il Milan cercherà un campione voglioso di vincere col Milan e Leao può trovare nuovi stimoli altrove e tornare quello splendido campione che negli ultimi 2 anni, tra infortuni, ruoli sbagliati e scarsa voglia del portoghese, non abbiamo potuto ammirare.
Io però di Leao manterrò sempre un grandissimo ricordo. Quel giocatore un pó caracollante, che ci definì "il più grande club al Mondo ", mi ha fatto tornare in mente il vero grande Milan. Si, perché dopo l'addio dei senatori il 13 maggio 2012, quando passamo dal Milan dei record mondiali, a un Milan iper mediocre, entrammo in un vortice che definire di merda è poco.
Dal 2012 al 2020, 8 anni dove il Milan festeggiava un preliminare di Europa League agguantato all'ultima giornata, come risultato migliore. Uno schifo che, quello si, fu il peggior periodo post 1982. E, ritorno di Ibrahimovic a parte, Rafael Leao è stato il primo giocatore post 2012-2020, che mi ha suscitato emozioni da vero grande Milan.
Quel giocatore che quando prendeva palla, mi faceva alzare dal divano (o dal seggiolino dello stadio) e mi faceva dire "ora segniamo ". Un giocatore bello da vedere, un dribbling che mi ha fatto innamorare. Ero presente quel fantastico giorno di Reggio Emilia, quando uno scatenato Leao decise, come tutta la stagione, di prendere palla e dire "ragazzi, sistemo io le cose". Quelle lacrime di gioia, di chi finalmente ha svoltato.
Non so cosa sia successo nella sua mente negli ultimi 2 anni. La scusa del Rap, sua passione extra calcistica, stona. I calciatori sono esseri umani come noi, con passioni anche loro extracalcistiche. Solo che oggi coi social, tutto viene alterato, come se i calciatori fuori il rettangoli di gioco non possono pensare ad altro.
Di sicuro Leao poteva e doveva dare di più, è un grandissimo rimpianto perché poteva essere molto di più e invece spesso lo si vedeva svagato, o svogliato, o quasi depresso. Di Rafa Leao mi sono innamorato come calciatore. Un giocatore che mi ha dato le vibes da vero Milan.
Grazie Rafa per averci fatto tornare, seppur per poco tempo, la sensazione di avere un campione da vero Milan. Oggi è giusto così, ahimè. Per noi e per te. Ma nella mia mente risuonerà sempre il coro "O'malleo, simpallao,sembra Messi ma è Leao". Grazie di tutto, ruggito dell'Atlantico.






