amorim rabiot

 

Il pezzo che manca in mezzo al campo

 

Tanti giocatori, ma non tutti uguali

 

Io sono un tifoso del Milan e quando guardo il centrocampo mi sembra di vedere un cassetto pieno di maglie: ce ne sono tantissime. Davanti alla difesa, Ruben Amorim può scegliere tra Luka Modric, Adrien Rabiot, Ardon Jashari, Yunus Musah, Samuele Ricci e Gianluca Comotto. E, se proprio serve, può usare anche Ruben Loftus-Cheek. In pratica ci sono sei o sette giocatori per solo due posti.

 

Contro il Torino, però, è successa una cosa importante. Nel secondo tempo, Amorim ha messo Rabiot trequartista di destra, dietro Gonçalo Ramos. Questo vuol dire che il francese, quest’anno, potrebbe giocare spesso più avanti, lasciando un posto libero in mezzo al campo. E qui nasce il problema: il Milan gioca con tanta corsa, pressing e riaggressioni, sta molto alto e quando perde palla può essere fragile.

 

Accanto a Modric (o a Jashari) servirebbe uno che dia equilibrio. Rabiot avrebbe potuto fare questo lavoro, perché capisce il gioco molto bene, ma se viene spostato più avanti, quel ruolo resta scoperto. Musah domenica ha giocato bene e ha iniziato l’azione del primo gol, però è ancora un ragazzo in crescita e a San Siro, in passato, ha fatto fatica. Anche il carattere è ancora un po’ un’incognita.

 

Al Milan, secondo me, manca un giocatore che “pensi in negativo”: uno che non pensa solo ad attaccare, ma a coprire i buchi quando si perde palla e quando i difensori salgono per partecipare al gioco. Nel calcio di Amorim i braccetti difensivi spingono tanto, e qualcuno deve sempre stare attento dietro.

 

Dopo la bella vittoria contro il Torino questo discorso può sembrare esagerato, lo so. Ma se guardo bene come gioca il Milan, mi sembra chiaro che, alla lunga, un equilibratore di centrocampo sarà quasi indispensabile. Uno che non si vede sempre nei highlights, ma che tiene la squadra in piedi quando le cose si complicano.


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