amorim

 

Una storia che vuole diventare speciale

 

Un allenatore che sente questa maglia

 

Ruben Amorim non vive questa esperienza come un lavoro qualsiasi. Da ragazzo guardava le grandi squadre allenate da Sacchi, Capello e Ancelotti e si è innamorato di questi colori. Ora prova a trasformare quella passione in gioco vero sul campo. Alla prima di campionato è arrivata subito una vittoria in trasferta, festeggiata – come ha detto lui – “come un qualsiasi tifoso”.

 

Contro il Torino si sono viste alcune delle sue idee. La squadra ha tenuto tanto il pallone, con un possesso molto alto, soprattutto nel primo tempo, e ha recuperato la palla lontano dalla propria porta. Sono segnali di un gruppo che vuole comandare la partita, andare a pressare in avanti e costruire con coraggio, proprio come chiede il suo allenatore. Anche i numeri in attacco mostrano un cambiamento: tante conclusioni dentro l’area già nei primi 45 minuti, cosa che non succedeva da anni. Questa vittoria ha reso Amorim il primo allenatore straniero dal 2009 a vincere all’esordio in Serie A fuori casa.

 

Il suo entusiasmo sembra contagiare tutti. Alphadjo Cissé lo ha ripagato con un gol importante, mentre Adrien Rabiot ha spiegato di sentirsi centrale in un progetto basato su possesso, pressing e calcio offensivo. Gerry Cardinale crede nelle sue idee e le sostiene con investimenti pesanti, come quelli per Ramos e Moreira. Fuori dal campo, Amorim cura anche i dettagli: si presenta con eleganza, mostra rispetto per la storia rossonera e ha un rapporto speciale con Franco Baresi.

 

Venerdì ci sarà il debutto a San Siro. Per lui, che si sente anche tifoso, sarà un momento simbolico: entrare nella casa del Milan, ma questa volta da allenatore.


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