maglia rossonera

 

Le parole del Maestro e l'esaltazione del nulla

 

Si riparte, FORZA MILAN

 

L'ora X è praticamente arrivata. Il campionato 2026-27 sta per iniziare, e partirà per noi dalla sempre ostica trasferta di Torino.

 

Il Milan si presenterà con un 11 di tutto rispetto, ma chiaramente lontano da quello che probabilmente vedremo a pieno regime. Cioè un Milan con Diego Moreira sulla fascia (Diego non ci deludere con la 22...), con Pulisic dall'inizio, con Rabiot quando entrerà in forma e probabilmente – ce lo auspichiamo un po’ tutti – con almeno un nuovo difensore centrale (i sogni son desideri… e sapete a chi mi riferisco…) e un nuovo trequartista al posto del partente Leao. E forse anche un nuovo attaccante al posto di Gimenez, che vorrei tanto vedere nel gioco offensivo di Amorim.

 

Uno dei giocatori che più mi incuriosisce è uno che è saltato poco sotto la luce dei riflettori: quel Cissé che mi ricorda, chiaramente a primo impatto, uno di quei funamboli che tanto ci hanno fatto sognare. Quel tipo di giocatore rapido e letale. Chissà se il giovane ragazzo si rivelerà un’arma segreta non di poco conto.

 

Anche se, bisogna dirlo, è tutto il Milan e il suo mondo che viene tenuto poco sotto i riflettori. Basti vedere i titoli dei giornali o le previsioni della prossima Serie A, dove sembra che il Milan abbia comprato scappati di casa e nel campionato nostrano improvvisamente siano arrivate PSG e Bayern Monaco.

 

Ma a noi interessa poco ciò che gli altri dicono e pensano. Faremo parlare il campo, e se le cose andranno come tutti speriamo, e se i nuovi acquisti faranno bene il loro lavoro con tutta la rosa di chi rimarrà, allora ci faremo noi due risate alla fine.

 

In questi giorni, con ampio orgoglio, ho letto le parole di amore di Luka Modric, il maestro. Uno che in campo ha giocato e vinto tutto in giro per il mondo e conosce qualcosa di calcio, giusto per dire un eufemismo. Il maestro ha ricordato come il Milan, vedendolo da dentro, per storia e blasone, sia sullo stesso piano del Real Madrid.

 

Paragone scomodo o azzardato? Mica tanto. È bene ricordare come il Milan fino al 2014 sia stato il club più titolato al mondo, record ottenuto nel 2007 con le notti di Atene, Montecarlo e Yokohama, che hanno concesso al club meneghino questo primato mantenuto fino al 2014, anno nel quale il Real Madrid si è riappropriato il risultato, inaugurando un grande ciclo di vittorie euro-mondiali.

 

E se è vero che i numeri spesso non raccontano le emozioni o tutto ciò che si può vivere, questi però raccontano come le parole di Modric sul blasone del Milan pari a quello del Real Madrid risuonino sensate e motivo d’orgoglio per noi rossoneri.

 

Specialmente se consideriamo che stiamo vivendo un periodo dove la squadra di stato, protetta da tutti, con uomini ovunque tra calendari, VAR, PM, FIGC, lega, giornali e chi più ne ha più ne metta, viene esaltata per il nulla più cosmico. Vincono poco. Quel poco lo vincono in Italia, in uno dei momenti più bassi del calcio italiano da sempre.

 

In una maniera truffaldina e vergognosa. Dove si esaltano le due finali, casuali, ma dove non si ricorda che le due finali avvengono in mezzo a mille eliminazioni tra gironi e ottavi di finale. Dove una squadra normalissima, facilmente raggiungibile con pochi ma giusti innesti, viene esaltata manco stessimo parlando del Milan di Ancelotti o Sacchi.

 

Potranno vincere altri trenta scudetti di fila. Li ruberanno. Non li meriteranno. Ma quando supereranno il confine con la Slovenia, lì i veri valori del calcio escono e usciranno sempre. Perché la storia del calcio è Milan–Real Madrid. Loro solo una truffaldina imitazione nei confini italici.

 

E le parole del Maestro a tuonare su chi sia la storia del calcio.

 

Buon campionato fratelli rossoneri. Sosteniamo i ragazzi. Quelli di oggi, quelli che arriveranno. Il sistema è marcio, una ragnatela fitta, opaca, quasi impenetrabile. Ma c’è sempre un buchicchio da cui entrare. E sgominare il sistema marcio.

 

Forza Milan, ora e per sempre!


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