riunione strategica con vista sullo stadio

 

La fiera del pappagallo

 

La quiete apparente prima dei giudizi che non cambiano

 

Risulta molto complicato scrivere un pezzo di commento a poche ore dalla chiusura del mercato, perché quello che dici potrebbe essere stravolto da operazioni dell’ultimo momento!

 

Allora facciamo finta che da qui alla chiusura non succeda più niente in entrata, visto che manca comunque il tempo materiale per portare a termine operazioni importanti; al limite potrebbe succedere che si prenda qualcuno tanto per prendere, per risolvere un problema “numerico”, ma che difficilmente ti sposta gli equilibri della squadra (e cioè dei titolari), ed allora non c’è spazio perché i pareri ed i giudizi possano cambiare di netto. Forse…

 

Quindi prepariamoci a sentire, anche nei prossimi giorni, il parere più in voga del momento, che tutti o quasi stanno ripetendo fino a sfracanarci i maroni: “c’è una sensazione di grande dispiacere, perché il mercato del Milan risulta incompiuto, in quanto ha colmato alcune delle lacune che questa squadra aveva, ma ne lascia aperte delle altre, come quella del difensore centrale titolare, che serviva come il pane!”.

 

E quindi, di conseguenza, critiche alla società per non aver completato il mercato. Naturalmente i maggiori “accusatori” sono dei giornalisti vicini all’ambiente, che hanno innescato un circolo vizioso veramente curioso.

 

Prima dicono di aver saputo dalle loro fonti che nel summit di mercato durato cinque ore, Cardinale ha promesso ad Amorim due colpi da novanta; poi se la cosa non succede non è perché loro hanno scritto una cazzata (tanto mettetevi l’anima in pace, questi non sanno un cazzo di niente, e vengono a sapere delle cose solo a giochi fatti, come tutto questo mercato ha dimostrato), ma è colpa di Cardinale che ha cambiato idea ed ha deciso che il mercato in entrata si ferma ad Hutchinson, che, a detta loro, tutto è tranne che un giocatore importante (e mi gioco i coglioni che questa gente che da questi pareri trancianti non lo ha mai visto giocare, e lo conosce come potrei conoscerlo io attraverso un video di 30 secondi su YouTube).

 

Ma la cosa peggiore è che poi gli stessi fanno ciò per mettere in cattiva luce la società parlando, anche, di nascenti tensioni con un allenatore a cui non è stato comprato il difensore.

 

Se c’è, invece, una cosa che possiamo affermare con certezza, è che Cardinale ed Amorim hanno operato di comune accordo, con unità di intenti, e che è la prima volta che una campagna acquisti è stata condotta per soddisfare i desiderata dell’allenatore.

 

Poi può darsi che la verità sia un’altra, e cioè che laddove non si è potuto prendere il titolare-top, si è deciso che non ha senso prendere qualcuno tanto per prendere, e che si sia deciso di puntare sui giovani presenti in rosa che vengono considerati idonei al lancio in un progetto di medio termine.

 

E chi dice che Camarda, Comotto, Diawara o Torriani non possono certo rappresentare una alternativa valida, sono gli stessi che lo dicevano anche di Cisse, uno che oggi “è un fenomeno che deve fare il titolare del Milan”.

 

Insomma, vediamo come chiude questa sessione di mercato, ma soprattutto aspettiamo di vedere sul campo se le valutazioni fatte nella costruzione di questa squadra si saranno rivelate giuste o sbagliate.


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