Allegri Amorim

 

Come cambiano le narrazioni

 

Da Max Allegri a Ruben Amorim: un punto in meno in classifica per il Milan, ma il clima è completamente diverso

 

Bisogna riconoscerlo: Massimiliano Allegri in questo è un autentico fuoriclasse. Come è bravo lui a portare la stampa dalla sua parte, ci sono pochissimi allenatori in Italia. Per rendersene conto è sufficiente esaminare le cronache sul Milan di un anno fa e quelle sul Milan di oggi.

 

Dopo 6 partite di campionato il Milan di Allegri aveva 13 punti. Dopo 6 partite di campionato il Milan di Amorim ha 12 punti. Il rendimento è pressoché identico, considerato che l'anno scorso il Milan aveva avuto 3 trasferte e quest'anno 4. Eppure il cambio di toni della stampa italiana è abbastanza evidente.

 

Mentre l'anno scorso si sprecavano gli epinici e i peana per Max il bello e il perfetto, così adesso si sprecano gli articoli al vetriolo per il brutto anatroccolo Amorim, colpevole di non essere a punteggio pieno e di non competere con l'Inter che, da 7 anni, è la squadra che sta ottenendo i risultati migliori in Italia.

 

Dopo la sconfitta alla prima giornata di un anno fa, il problema era il mercato perché Allegri non aveva un 11 titolare adatto a fare 3 punti contro la Real Cremonese. Dopo il pareggio contro la Lazio di quest'anno il problema sono invece le scelte di formazione di Amorim. E se nella scorsa stagione qualcuno osava accennare mezza critica ad Allegri, c'erano sempre pronte una serie di ancelle di Max, televisivamente molto note, pronte a stracciarsi le vesti.

 

Lui, Max Allegri, era una garanzia. E se perdeva la colpa era di chi non gli aveva preso i giocatori giusti. Provare a parlare del gioco era un esercizio inutile. Anche perché di gioco, nel suo Milan, ce n'era poco. Grande organizzazione, entusiasmo, ma idee di calcio decisamente no.

 

Amorim, di contro, vorrebbe costruire qualcosa. Il problema è che, se vuoi andare oltre il tatticismo spicciolo e vuoi provare a costruire un'identità chiara, hai bisogno di tempo e pazienza ed hai la necessità di lavorare sugli errori. Ad Amorim, tutto questo, non è concesso. E se pareggia una partita si apre il dibattito di una comunicazione troppo prevedibile, ormai, per risultare anche credibile.

 

Questa, d'altronde, è l'Italia: un paese conservatore, dove chi prova a proporre qualcosa di nuovo viene bollato come eretico. Ecco perché cambiano le narrazioni di volta in volta. Noi italiani siamo sempre i migliori. A fare polemiche strumentali, poi, siamo i numeri uno incontrastati.


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