Adesso c’è qualcosa in più
La vittoria ha acceso qualcosa: ora bisogna farlo crescere
Il 3-0 al Lecce per me non deve essere un punto di arrivo. Deve essere un punto da cui ripartire.
Dopo il Benfica serviva una reazione. È arrivata. E forse la cosa più importante non sono nemmeno i tre gol segnati da Pulisic, Rabiot e Moreira. Quello che mi porto a casa è il modo in cui la squadra ha giocato per gran parte della partita.
Ho visto più calma. Ho visto più libertà. Ho visto giocatori che sembrano iniziare a capire meglio cosa viene chiesto loro.
Anche la classifica sorride un po' di più: i punti sono diventati 11. E c'è un altro piccolo passo avanti che non voglio dimenticare. È arrivato il primo gol nel primo tempo della stagione.
Sono segnali semplici, ma possono contare molto.
Adesso, però, arriva la parte che mi interessa di più. Non basta aver fatto una buona partita. Bisogna riuscire a ripeterla.
È qui che Amorim dovrà lavorare.
Il tecnico ha provato diverse soluzioni nelle prime partite e ha cercato di capire quali caratteristiche potessero aiutare la squadra. Prima del Lecce aveva chiesto più dominio, più controllo e più qualità vicino all'area. Contro i salentini abbiamo visto una squadra più vicina a quella idea.
Pulisic è tornato titolare. Rabiot ha segnato ancora. Moreira ha trovato un altro gol e ha confermato di poter essere importante anche davanti alla porta. Modric, invece, ha dato ancora ordine al centro del gioco.
Non penso siano episodi separati.
Potrebbero essere alcuni dei pezzi che Amorim stava cercando.
Mi ha colpito anche un'altra cosa: la libertà. Dopo la partita, Amorim ha spiegato che lasciare più libertà ai giocatori può aiutare. Ha anche parlato degli errori fatti nelle esperienze precedenti e della necessità di non legarsi troppo a un solo sistema.
Io sono d'accordo su un punto: il modulo può cambiare. La squadra, però, deve mantenere la sua idea.
Non serve avere sempre gli stessi giocatori in campo. Non serve nemmeno giocare sempre allo stesso modo. Serve sapere cosa fare, anche quando qualcosa cambia.
La sosta può aiutare proprio in questo.
Prima della partita con il Sassuolo dell'11 ottobre ci saranno circa venti giorni di lavoro a Milanello. Il problema è che molti giocatori saranno impegnati con le Nazionali. Quindi non sarà possibile lavorare sempre con il gruppo completo.
Per questo sarà ancora più importante non perdere il filo.
Chi resterà dovrà lavorare. Chi tornerà dovrà ritrovare subito le idee della squadra. E tutti dovranno capire che il 3-0 non basta se poi alla ripresa ricominciamo tutto da capo.
Io voglio vedere un Milan che conserva quello che ha trovato contro il Lecce.
Non perfetto. Non uguale ogni domenica. Ma più consapevole, più libero e più sicuro.
La risposta è arrivata. Adesso bisogna darle continuità.















