
Tempo e fiducia ad Amorim
Siamo all'inizio
I progetti partono da lontano. Ma soprattutto hanno tanti step. Sappiamo tutti che certe piazze, come la nostra, di pazienza e di tempo non ne danno.
Da un lato sono d'accordo. Quando alleni il Milan devi vincere. Non esiste altra parola. Se in ambito nazionale abbiamo vinto meno di quanto realmente avremmo potuto, è proprio l'ambito internazionale che ci ha sempre contraddistinto e che, per oltre 50 anni, ci ha visto come unico rivale del Real Madrid come club più grande e vincente del mondo.
Ma oggi, nel 2026, non siamo più quel tipo di Milan ammirato fino a qualche lustro fa. E, ammesso e concesso che venga un arabo a comprare il Milan, per quanto possa lui stesso velocizzare, a suon di petrodollari, la nostra ascesa, in ogni caso avrebbe pur sempre bisogno di un minimo di tempo.
Dato che oggi non siamo arabi (per il momento...) né siamo il Milan di qualche lustro fa, l'unica alternativa per tornare ad essere il vero Milan è creare un progetto come Cristo comanda, partendo dalle fondamenta.
Abbiamo preso un allenatore che, per quanto abbia fallito l'ultima avventura al Manchester United (dove negli ultimi 10 anni un po' tutti hanno fallito), ha ottime idee di calcio. Un calcio europeo, veloce, fisico, dominante.
Non è che in una sessione di mercato, magicamente, aggiusti tutto. Indubbiamente ci mancano dei tasselli per completare la rosa, ma sicuramente si è posta una base buona e ci sono idee ottime.
Il tifo rossonero, antipatie o simpatie a parte per la proprietà, deve capire che un progetto fatto bene ha bisogno di pazienza, di passi falsi anche, di uscite a vuoto e forse anche di qualche delusione.
Raramente, nel calcio, un progetto è partito subito a 1000 km orari e subito si è diventati campioni. Ciò non significa che questo Milan non possa vincere una delle tre competizioni a cui partecipa. Sono del parere che se la può quantomeno giocare senza grossi problemi.
Ma, a meno che non ci siano catastrofi, questo progetto merita e merita di avere tempo. Sosteniamo i ragazzi, sosteniamo il Milan. Non perché questo o quel personaggio possa essere simpatico o meno, ma perché si sta cercando finalmente, con logica, di seguire una determinata strada, a mio dire molto interessante.
Vediamo come si sviluppa, ma merita fiducia e pazienza.
Come disse Caressa all'Europeo vinto, rimettiamo la Chiesa al centro del villaggio. E, in questo caso, rimettiamo il Milan al centro dell'interesse di tutti.






