avversaria raggi x

 

L'avversario di oggi: il Bologna

 

Una macchina quasi perfetta? Il piano tattico svelato e messo alla prova

 

Un modello di gioco studiato e costruito con precisione

 

Il Bologna nella stagione 2024/25 si è distinto per un sistema di gioco equilibrato, efficace sia in fase di possesso che di non possesso, e capace di adattarsi a qualsiasi avversario. La squadra ha dimostrato intensità e forza fisica, in particolare nella zona della trequarti, grazie a giocatori come Cambiaghi, Orsolini, Fabbian e Odgaard, dotati di grande resistenza e potenza atletica. Questi elementi si sono rivelati fondamentali anche nei duelli aerei e nella gestione delle seconde palle.

 

Un ruolo chiave nel sistema è affidato a Freuler, che agisce da vero e proprio regista tattico. Nonostante un'apparenza poco vistosa, è il "collante" della squadra grazie alla sua intelligenza e ai suoi movimenti senza palla, che modificano costantemente la struttura del gioco:

“Freuler l’architetto della squadra, poco appariscente ma estremamente funzionale, il collante tattico con la sua intelligenza e con i suoi movimenti off the ball che innescano diverse situazioni modificando la struttura.”

Il Bologna effettua rotazioni frequenti nella fase di costruzione dal basso, abbassando i centrocampisti sulla linea dei difensori mentre i terzini si alzano nei mezzi spazi. Un altro aspetto ricorrente è il lancio lungo, sia per attaccare la profondità che per favorire duelli sulle seconde palle. Spesso si cerca anche il cambio campo per colpire sul lato debole, costruendo situazioni di isolamento favorevoli. Sulle fasce, il gioco è strutturato attraverso triangolazioni codificate, utili per salire il campo e servire cross in area.

 

In fase difensiva, il Bologna adotta un sistema a marcature a uomo, con un baricentro alto e un pressing medio-alto, la cui intensità varia in base al contesto della partita e all'atteggiamento dell’avversario.


Roma, pressing e rotazioni per spezzare il ritmo

 

Nella prima giornata di Serie A, la Roma è riuscita a evidenziare alcune crepe nel sistema rossoblù, mettendo in atto un pressing aggressivo e ben organizzato. La squadra giallorossa ha adottato una strategia molto simile a quella di Gasperini, basata su marcature a uomo, squadra compatta e difensori pronti all’anticipo. In fase di possesso, hanno svuotato il centro del campo per evitare riferimenti agli avversari, con Cristante e Koné capaci di allargarsi per dare ampiezza e permettere ai quinti di avanzare lateralmente.

 

Anche le rotazioni offensive hanno messo in difficoltà il Bologna:

“Una sorta di trappola che apriva spazi e linee verticali per Ferguson che in post sapeva come difendere e collegarsi poi ai compagni, in linea generale ricercavano l’immediata verticalizzazione quando possibile ed in alternativa si sviluppava in ampiezza sui quinti per poi ritrovare la zona centrale, un altra carta pescata dal mazzo la mobilità concessa al braccetto che si spingeva dietro la prima linea di pressione rossoblù per far saltare ulteriormente il banco.”

L'approccio della Roma ha dunque rappresentato un'eccezione all'efficienza del modello bolognese, riuscendo a neutralizzarne i punti di forza e a mettere in evidenza spazi e limiti altrimenti nascosti.

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