
Le parole che non sono bastate
C'è una ferita che una sola frase non può cancellare
Quando una squadra perde male, le discussioni arrivano da tutte le parti. È quello che sta succedendo al Milan dopo il pesante 3-0 subito sul campo del Bournemouth.
A finire sotto i riflettori è stato soprattutto Ruben Amorim. Dopo poco più di cento giorni sulla panchina rossonera, il tecnico portoghese si è ritrovato al centro di molte critiche per alcune scelte e per il modo in cui la squadra ha affrontato la partita.
Come racconta Il Corriere della Sera, i commenti negativi non sono arrivati soltanto dall'Italia. Anche all'estero qualcuno ha espresso giudizi molto duri. Tra questi c'è il Sun, che ha scritto: «il modo in cui il Milan ha giocato è un affronto alla sua grande storia».
Nelle stesse ore sono arrivate anche le parole di Mike Maignan.
Il portiere rossonero ha voluto spiegare il suo gesto e chiedere scusa dopo quanto accaduto durante la partita. Inoltre il Milan ha preso posizione al suo fianco dopo gli insulti razzisti ricevuti sui social.
Maignan ha dichiarato:
«Il mio gesto non era intenzionale. Come tutti i portieri e come in ogni partita, volevo crearmi dello spazio nella mia zona. Sfortunatamente, questo ha dato una cattiva immagine, in particolare ai giovani spettatori che ci guardano. Il club, lo staff e i miei compagni sanno che tipo di persona e che tipo di capitano io sia. Conoscono le mie intenzioni e mollare non ne fa mai parte. Per il resto, siamo abituati alle interpretazioni date da alcune persone e da certi media».
Adesso il Milan deve guardare avanti. Le parole sono arrivate, le spiegazioni anche. Ma le risposte più importanti dovranno arrivare dal campo nelle prossime partite.















