milan

 

Nella tempesta, al tuo fianco

 

Sbagli, problemi, imprevisti

 

La sconfitta di giovedì ha fatto male. Non tanto in se per se la sconfitta. Quanto il modo con cui è avvenuta. Amorim ha sottovalutato l'avversario, quanto meno non ha voluto giocare con l'11 migliore possibile. Il resto lo ha fatto l'atteggiamento di chi è sceso (parolone eh) nel campo. Dall'espulsione di Maignan (esagerata la sceneggiata del giocatore del club inglese, ma anche ingenuità colossale che da Myke non ti aspetti) ad una squadra lenta e compassata, che sembrava quasi non voler neanche tentare di dare fastidio al Bournemouth.

 

Ha fatto male, perché siamo il Milan e, sebbene non siamo più i dominatori del Mondo come 15 anni fa, è inaccettabile che un club dal DNA europeo come il nostro rinunci a giocare un evento internazionale. Vero che la league phase ti permette di recuperare terreno dopo, ma altrettanto vero che certe figure si possono evitare con turnover meno massicci.

 

Domani sera giochiamo a Udine, e ovviamente Rabiot, Moreira e Gila sono out per affaticamenti e problemi di piccola entità (almeno così si spera). Da aggiungere ai lungo degenti Salaemakers, Chucuweze e Gabbia. Si cercherà di improvvisare un'11 probabilmente inedito. Affrontiamo un club che storicamente col Milan si esalta e che seppur in difficoltà, ha voglia di rivalsa. Tutti gli ingredienti necessari per preparare una nuova Waterloo del mondo rossonero 3 giorni dopo la figuraccia inglese.

 

In tutto questo, onestamente, me ne frego un cazzo di chi dice che si è disinnamorato del Milan, che non lo vuole più seguire, e altre stronzate varie. Io sono cresciuto col Milan dei record storici, ho attraversato l'inferno della Banter Era, e vivo oggi come ieri la passione per il Milan. Perché se i record mi hanno insegnato la grandezza del Milan, i momenti tristi e duri, i momenti tempestosi come questo mi fanno vedere chi è veramente tifoso e chi no.

 

Indipendentemente dalle simpatie per quello o questo personaggio del mondo Milan, il Milan lo si ama a prescindere dal risultato e in mezzo a questa tempesta, il mio posto sarà sempre lì. Davanti la tv a sostenerti. E se non fosse per i numerosi impegni lavorativi e la distanza di 1000km, sarei tutt'uno col seggiolino di San Siro pronto a tifare il vecchio, unico e magico Milan.

 

Che sia vincente o perdente. Che mi faccio gioire o arrabbiare. Che mi renda felice la domenica o che me la guasti. Ci sarà sempre chi, come me, sarà sempre al fianco del vecchio Milan. Ritornate quando il Milan sarà vincente, se troverete posto. Se non lo tornerà più, ci sarà sempre chi lo sosterrà. Andate a quel paese.


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