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Un nuovo modo di entrare nello spogliatoio
Un approccio più semplice per evitare gli errori del passato
Ascoltando i racconti dei giornalisti inglesi, è emerso spesso che uno degli errori commessi da Ruben Amorim a Manchester è stato quello di entrare nello spogliatoio dei Red Devils con la volontà di comandare subito. In un gruppo pieno di regole e giocatori influenti, il suo atteggiamento diretto non era stato accettato e alla fine lo aveva pagato.
A Milanello, invece, Amorim si è presentato con uno spirito completamente diverso. I messaggi dei primi giorni ai giocatori, i colloqui con i nuovi acquisti e il discorso fatto ieri prima dei test fisici lo dimostrano. Ha detto ai calciatori che sarebbero stati loro a presentargli lo staff, che era felice di essere lì e che sarebbe stato sempre disponibile. Ha aggiunto che li avrebbe difesi nelle discussioni, se avessero avuto ragione. Un modo semplice per far capire che non vuole ripetere gli errori del passato.
C’è però un aspetto che Amorim non cambierà: il suo modulo. Durante le partitelle del raduno, sempre con il pallone, ha provato il 3-4-2-1, alternando tutti i giocatori, compresi giovani ed esuberi, nelle varie zone del campo. È lo stesso sistema che ha usato a Manchester e prima ancora allo Sporting Lisbona. Ora spetta a Gerry Cardinale trovare sul mercato i profili giusti, perché Amorim ha bisogno di giocatori con caratteristiche precise per esprimere al meglio il suo gioco.















