
La strada giusta, ma ancora tanto lavoro da fare
Un'estate indiavolata
Dal momento in cui perdemmo col Cagliari,non qualificandoci alla Champions, passammo 1 mese e anche più tra casting improponibili, nomi impronunciabili e il tempo che scorreva velocemente.
Io, che ho sempre dato fiducia alla società, perché anche spendeva tanto seppur veramente male ai posteri, avevo iniziato a perdere la pazienza.
Mi chiedevo perché così tanto tempo per far scattare una rivoluzione necessaria ma che se non hai subito i sostituti, può rivelarsi deleteria e pericolosa.
A cotanta lentezza però, poi si è contrapposta con velocità alla nomina della nuova dirigenza (con la maggior parte, scelte interne già presenti in precedenza seppur nell'ombra) ma soprattutto la nomina di Ruben Amorim come allenatore (e secondo me anche nella veste di manager) e in 15 giorni la spesa di ben 104 milioni di euro per Ramos e Gila, su indicazione proprio dello stesso tecnico portoghese.
Bene così. Ma non basta. Non basta per riacquistare fiducia, non basta per puntare a vincere.
Se le indiscrezioni di Sky fossero vere, cioè che il budget del Milan per la spesa è di 250 milioni, significa che i fuochi d'artificio non sono ancora terminati.
C'è bisogno sicuramente di un ulteriore difensore, probabilmente un ulteriore spesa da 30/40 milioni per un centrale che affianchi Gila e Pavlovic (senza scordarci del buon Gabbia che male non fa), ci sarà bisogno di un ulteriore centrocampista di spessore, soprattutto in caso di partenza di uno tra Loftus e Fofana (2 nel caso partissero entrambi), e ci vorrà il sostituto di Rafa Leao, che oramai ha esaurito la sua avventura al Milan.
Il sogno, a quanto pare, potrebbe essere Nusa (giocatore che mi piace tantissimo e che penso prima o poi potrebbe diventare un crac in squadre tipo Psg o City), potrebbe essere Alajbegovic, sul quale il nome inizia a circolare un pó in tutta Europa.
C'è ancora tanto lavora da fare per consegnare una grande squadre ad Amorim, che avrà il difficile compito di vincere almeno una competizione tra Campionato o Europa League.
La strada tracciata è giusta, bisogna ora percorrerla e farlo in maniera veloce (perché il tempo stringe) ma soprattutto funzionale all'obiettivo di vittoria finale che ci siamo posti.
In tutto questo c'è da apprezzare una maggior presenza di Cardinale nel mondo Milan. Se i soldi non sono mai mancati, seppur investiti male, ora sembra che la lezione sia stata imparata.
Il Milan potrà permettersi un mercato andando in rosso, grazie alle finanze praticamente perfette che ha, e si potrà avere finalmente un proprietario coinvolto a 360 gradi nel mondo Milan.
Le cose dette così fanno presagire a una stagione vincente. Ma alla luce delle ultime 2 pessime stagioni, bisogna volare basso, e dimostrare massima umiltà, senza perdere ambizione.
Nelle intenzioni e nei movimenti finalmente tutto sembra giusto o quasi. Quando la stagione inizierà, serviranno i fatti. Perché come dice il buon Amorim, siamo al Milan, si deve vincere.
Forza Milan, sempre!















