
Milan-Udinese 0-3: la nostra moviola
Cartellini, gol e fischi in una gara piena di episodi
Quando la partita è appena iniziata succede subito qualcosa che mi lascia spiazzato. Al 16′ vedo l’arbitro tirare fuori un giallo per Leao: lui protesta per un fallo fischiato contro e risponde con un applauso ironico. L’arbitro si avvicina, parla con Modric per spiegare la scelta, mentre Leao ripete il gesto per far capire cosa aveva fatto.
Passano pochi minuti e al 27′ arriva il primo gol della serata. L’azione parte da Zaniolo, che apre per Atta sulla fascia. Il suo tiro-cross attraversa l’area e finisce addosso a Bartesaghi, che tocca il pallone e lo manda nella nostra porta. L’arbitro convalida subito: è autogol e non c’è nulla da discutere.
Al 37′ la situazione peggiora. Zaniolo trova un altro varco e serve Ekkelekamp, che segna il secondo gol. Anche questa volta tutto regolare. Intorno a me sento crescere il malumore: ogni pallone perso da Leao scatena fischi sempre più forti da parte dello stadio.
Appena ricomincia il secondo tempo, al 46′, arriva un altro cartellino. Kristensen trattiene vistosamente Rabiot e l’arbitro lo ammonisce senza pensarci troppo. La partita continua a scivolare via e io ho la sensazione che stia arrivando un altro colpo.
Infatti al 71′ Atta segna ancora. Lo aveva già fatto in questo stadio contro l’altra squadra di Milano, e anche stavolta il gol viene confermato senza dubbi. È il momento più duro della serata.
Poi, al 77′, succede una scena che mi fa stringere lo stomaco. Leao viene richiamato in panchina e mentre cammina verso l’uscita si prende una valanga di fischi. Lo stadio intero lo accompagna così, in un clima davvero pesante.
Dopo 3′ di recupero la partita finisce. Il tabellone dice 0-3. Una gara piena di episodi chiari dal punto di vista regolamentare, ma difficilissima da vivere per chi, come me, sperava in una reazione che non è mai arrivata.















