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E sabato sera, il derby...

 

Brutta prova col Bologna, serve riprendersi immediatamente. E quale migliore occasione se non la stracittadina?

 

Mbangula… Mbangula! Roba tipo: ‘Carneade, chi era costui?’.

Ma è mai possibile che ci segnino sempre questi sconosciuti? Per carità, onore a lui: siglare 3 pere a San Siro è mica roba da tutti i giorni; sono cose che inchiodi nella memoria e la racconti anche a San Pietro quel tal giorno.

E’ stato un Milan dai due volti: un primo tempo non male, un secondo orripilante.

Ok, non inferiamo più del dovuto, ma è ora di guardare in faccia la realtà: Camarda è lontano anni luce dal poter diventare il sostituto di Ramos. Camarda è altrettanto lontano dal diventare titolare in una qualsiasi squadra di A. Questo Camarda farebbe molta fatica anche in B, ammettiamolo.

Dall’altare alla polvere, verrebbe da dire; va bene, è giovanissimo, il tempo è dalla sua, ma il tempo non lo fermi, non puoi, non ci è concesso e Francesco sta perdendo… tempo. La Società, il procuratore, la famiglia devono necessariamente trovargli una sistemazione adatta alle sue caratteristiche ed aspirazioni; al momento, sono desiderata da ridimensionare e nemmeno poco, quelle del ragazzo. Giusto tenerlo legato al Milan con un contratto, ma deve giocare di più e qui non lo può e non lo deve fare; non è all’altezza, non ha ancora sviluppato né potenza, né scaltrezza, né feeling coi compagni sul campo.

Ha deluso e non solo ieri.

Quindi, seratona da ricordare per le cornacchie: a MilanNews non sembrava vero di poter finalmente vomitare napalm sui Rossoneri; non ho avuto modo di ascoltare né i Longoni e nemmeno i Martinelli, i Silvestrin, i Cristao, ma vado sul sicuro affermando che, sotto sotto, erano soddisfatti e compiaciuti.

Questo è lo scempio del nostro mondo, la rovina di tutto; se non vinci tutte le partite, e ti permetti di pareggiare o, peggio, di perdere, si scatena il finimondo. Non che vincendo si festeggi, non scherziamo: quando il Milan vince, li vedi nella loro tristezza interiore, nella loro rabbia repressa, annaspare nei loro dubbi e irritabilità pruriginose.

Sabato sera avremo il derby; non mi piace guardarlo. Mi fa troppo incazzare; ho fatto anni a non seguire Juve-Milan o Milan-Juve perché già sapevo che avremmo perso, ci saremmo incazzati per ‘sviste’ arbitrali e decisioni folli ed il giorno dopo sarei stato ancora più infuriato.

Il derby è lo stesso: sappiamo che affronteremo una squadra sicuramente ben più strutturata della nostra, ma, soprattutto, un Club potentissimo dal punto di vista mediatico e politico. Son più forti fuori dal campo che su di esso. E’ lì che vincono, nei palazzi. Basti vedere cosa ha messo in piedi Marotta con la FIGC… E Rocchi? Dritto-dritto a DAZN, col direttore nerazzurro.

Per battere questi o sei della Roma del centenario o ti attacchi a fare Tarzan.

Comunque sia, non perdiamo un derby da 2 anni e mezzo e non prendiamo gol da 18 mesi, dalla semifinale d’andata di Coppa Italia pareggiata 1-1; in campionato, invece, è dal febbraio 2025, match terminato 1-1 pure quello, con gol di De Vrij al 93’, come capita spesso a questi. Per sabato una raccomandazione: tenere altissima la tensione fino al ritorno casa, la notte. I nerazzurri sanno come ribaltare qualsiasi situazione e lo fanno con le buone o con le cattive. Soprattutto con le cattive. E ci siamo spiegati…

Forza Milan, sempre e per sempre!

 


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