
C’è qualcosa che non torna…
Perché certe idee fanno così fatica a essere accettate?
A scuola, quando facevo un esercizio, mi dispiaceva se qualcuno decide che ho sbagliato ancora prima di guardare la mia risposta. Io tifo Milan e penso che anche nel calcio bisognerebbe prima vedere cosa succede e poi giudicare. Per questo mi viene una domanda: perché Ruben Amorim sembra ricevere così tante critiche dai giornalisti italiani? Io, quando vedo una partita, guardo i risultati e cerco di capire se una squadra sta andando nella direzione giusta. Eppure, intorno all’allenatore portoghese, mi sembra che ci sia qualcosa che non cambia nemmeno quando arrivano risultati positivi e il lavoro sul campo serve a far crescere un progetto.
Una cosa che mi fa pensare è che Amorim non sembra voler passare il tempo a cercare amici nel mondo del giornalismo. Non parla ancora bene l’italiano e preferisce lavorare tanto sul campo, invece di stare continuamente con il telefonino. A me ricorda uno che, durante una partita a scuola, vuole allenarsi per migliorare invece di passare tutto il tempo a parlare con gli altri. Ma pare che questo modo di fare non piaccia a una parte della stampa italiana, abituata a dare spazio agli sfoghi di certi allenatori e a proteggerli. Poi c’è un’altra cosa: Amorim è straniero. In Italia, dove tante persone sono legate alle proprie abitudini e tradizioni, questa sembra diventare una colpa difficile da cancellare. Ma io penso che, nel calcio, quello che conta dovrebbe essere anche ciò che un allenatore riesce a costruire, non soltanto il posto da cui arriva. E sapete qual è un’altra cosa che può far discutere? Il suo modo di giocare. Amorim vuole un calcio offensivo, pieno di fiducia e di idee nuove. Anche il suo modo di comunicare è diverso dal solito. Per lui un pareggio è quasi una sconfitta a metà. In un Paese dove il catenaccio è ancora così importante per tante persone, questa idea può trovare parecchi avversari.
Io, vorrei vedere sempre squadre che provano a giocare con coraggio e che non hanno paura di cercare qualcosa in più. Non dico che un allenatore debba piacere a tutti, ma mi piacerebbe che le sue idee venissero giudicate senza pregiudizi. Chissà, magari col tempo sarà proprio il campo a far cambiare idea a qualcuno. E io sono curioso di vedere cosa succederà.















