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Rimpiangere... chi?

 

Silva, ecco perché il Milan non deve rimpiangerlo troppo (nonostante la doppietta al Real)

 

Agli Dei piace farsi beffe degli umani, dicevano gli Antichi. Figuriamoci gli Dei del calcio nei confronti dei tifosi. Bisogna rifarsi agli studi classici, per non prendere troppo sul serio le lamentele di chi, in queste ore, si sta lamentando come le prefiche (nell’antica Grecia le donne che venivano pagate per piangere ai funerali).

Per quale motivo ha da lagnarsi? Perché il Milan si presenta a Empoli con solo due punte di ruolo mentre in Spagna l’ex Andre Silva – dato in prestito con diritto di riscatto in favore del Siviglia – non solo è capocannoniere della Liga con sei reti, ma con una doppietta ha appena affossato il Real Madrid.

Detto subito che il Bollettino, già in tempi non sospetti, aveva detto che Silva aveva qualità non comuni e che andava aspettato, va anche detto che in Spagna la fase difensiva è molto meno curata, c’è meno esasperazione tattica e si ricorre meno al fallo sistematico a centrocampo. In Spagna, a partire dal pubblico, amano il gioco a spazi più aperti, la giocata più tecnica e la velocità. Le caratteristiche di Silva lo favoriscono, mentre in Italia, quando ha giocato, ha fatto più fatica e ha segnato solo due gol (entrambi decisivi, in verità).

Perché il Milan lo abbia girato al Siviglia è noto. In un altra situazione lo avrebbe tenuto ancora un anno per capirne l’effettivo valore. Ma parametrato al campionato italiano.

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