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Cartellino giallo a Gattuso

 

Elliott ha fretta (e Maldini lo difende… in parte)

 

Va detto, senza voler troppo enfatizzare eventuali polemiche: se le parola hanno un senso, i dirigenti del Milan hanno lanciato un messaggio molto chiaro a Gannaro Gattuso dopo il pareggio contro l’Atalanta.

Il Bollettino affronta il tema solo due giorni perchè ha voluto scriverne a mente fredda. Anche per capire il “peso specifico” dell’avvertimento arrivato alle orecchie del tecnico rossonero. E due giorni dopo, si potrebbe dire che a Gattuso e’ stato sventolato un cartellino giallo, una ammonizione che Leonardo, direttore sportivo designato ha spiegato in modo molto diretto, al termine del pareggio contro i bergamaschi.

“Dobbiamo tornare a essere quella squadra che domina, che sa di soffrire e che chiude le partite. Il progetto è a lungo termine e ne fa parte anche l’allenatore. Non possiamo però permetterci di aspettare e dobbiamo dare un segnale nelle prossime partite”.

Il significato delle sue parole è evidente: abbiamo confermato Gattuso alla guida della squadra anche se io non ero convinto, ma ora deve dimostrare di essere all’altezza delle ambizioni del progetto Elliott, e non può che dimostrarlo facendo punti e qualificandosi per la Champions League. A Leonardo il bel gioco interessa poco, sa di non avere una squadra di campioni (Higuain a parte) e infatti nemmeno ne parla. Ma vuole una squadra “che domina, sa soffrire e chiude le partite”. Queste significa che Gattuso deve trasmettere soprattutto la “garra”, come dicono gli uruguagi: si può mettere in conto la reazione degli avversari una volta passati in vantaggio, ma non si può sempre regalare un tempo intero agli avversari e soprattutto le occasioni da gol vanno concretizzate per uccidere la partita appena possibile.

Infine, Leonardo ha fatto capire che non c’è piu’ tempo, il cambio di mentalità deve arrivare fin dalla prossima partita. Perchè Elliott “ha fretta”: in sostanza, vuole arrivare in Champions già dal prossimo anno e se il Milan dovesse perdere altri punti sul quarto posto verranno presi provvedimenti. Cosa voglia dire è abbastanza chiaro: come hanno scritto molti tifosi convinti che Gattuso non sia all’altezza, il sostituto potrebbe essere Antonio Conte. La famiglia Singer ha potuto seguirlo a Londra alla guida del Chelsea e Leonardo lo considera l’allenatore giusto.

Chiriamoci: al momento, Gattuso non rischia assolutamente. Anche perchè in difesa di Gattuso è intervenuto Paolo Maldini: è stato l’ex capitano a convincere Leonardo a confermarlo durante la tournèe negli Stati Uniti, nel precampionato. E dopo la gara con l’Atalanta ha spiegato le ragioni ma anche le attenuanti di Ringhio: “Ci vorrà tempo per crescere, speriamo di farlo nel minore tempo possibile. Ci manca qualche giocatore e un salto di mentalità. Le partite come quelle contro l’Atalanta succedono a tutte le squadre, non è che le altre, Juve a parte, stanno giocando così bene. Siamo sul livello delle altre, noi ci siamo sicuramente”.

In pratica, Maldini dice che Gattuso sta facendo anche i conti con i giocatori a disposizione: Se Donnarumma è insicuro, Romagnoli fa un errore a partita, Calhanoglu non è ancora tornato dalle vacanza, Kessie sbaglia un rigore in movimento non è colpa dell’allenatore. Ma anche Maldini sottolinea come il fattore tempo sia determinante: “Speriamo di crescere nel minor tempo possibile”. E questo è l’ingrato compito dell’allenatore: trovare il modo, gli schemi e ruotare i giocatori per non ripetere piu’ gli errori delle prime partite.

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