gattuso

 

Quali sono i limiti di Gattuso?

 

Problemi di esperienza, di letture sbagliate e di scarsa flessibilità, ma il Milan ha un gioco e delle idee precise

 

È giudizio abbastanza unanime tra gli addetti ai lavori che il Milan sia una delle squadre del campionato italiano che gioca meglio. È altrettanto evidente che, però, ci sia qualche piccolo problema se lo score dopo 4 gare di campionato parla di 5 punti portati a casa sui dodici disponibili.
Risulta del tutto inutile fare il confronto con i punti conquistati dal Milan nella scorsa stagione (9 nelle prime quattro gare disputate), poiché il peso specifico del calendario non permette questi tipi di raffronti (quest’anno già affrontate Napoli, Roma e Atalanta). Nel giudicare un allenatore ed il suo lavoro è necessario poi fare una analisi completa, che non si focalizzi soltanto sui risultati e sui punti.
Il Milan di Gattuso è una squadra che ha un gioco, delle idee, una identità ben precisa ed inoltre, aspetto non trascurabile, è un gruppo coeso dove tutti remano nella stessa direzione.
La capacità di Gattuso di avere ottimi rapporti con tutti i componenti della rosa è un fatto che si è notato in modo evidente già dalla passata stagione, anche da parte di chi per motivi tecnici veniva impiegato poco dal tecnico calabrese.
Basterebbero questi elementi per dire e pensare che Gattuso è un allenatore bravo, capace e con un grande futuro, uno che non campa solo di rendita per il nome che porta e per il suo passato.
Non si può certo dire che oggi esista ancora qualcuno che pensa che Gattuso sia solo cuore e carattere, ma abbia fatto vedere di essere uno capace di far giocare bene la sua squadra. Anzi, forse proprio la ricerca continua del palleggio e del possesso, spesso viene considerato un limite, anche se poi sappiamo benissimo che quel tipo di atteggiamento può essere una grande risorsa a patto che venga fatto con la velocità ed i tempi giusti.
Ma allora, va tutto bene e mister Gattuso non ha niente da rimproverarsi? E no, certamente ci sono degli errori, dei limiti dovuti all’esperienza ed una certa mancanza di duttilità e flessibilità tattica che oggi rappresentano dei punti di debolezza.
Ci sono delle cose che Gattuso imparerà a fare meglio grazie all’esperienza, ci sono delle cose in cui può sicuramente crescere (alcune letture delle partite a gara in corsa con relative scelte), ma ci sono anche cose che non dipendono solo ed esclusivamente dall’allenatore e che sono invece da ascrivere ai giocatori che vanno in campo.
La personalità e la cattiveria difficilmente sono allenabili, così come il salto mentale che deve far prendere al singolo consapevolezza nei propri mezzi. Anche lì, ci sono giocatori pronti fatti e finiti, ed altri, ancora giovani, che solo con il tempo potranno diventare smaliziati e scafati di fronte alle difficoltà che le partite ti presentano.
Insomma, ci vuole tempo per la crescita del progetto Milan, ci vuole tempo per riacquistare quella mentalità vincente (e non provinciale) di cui parla Leonardo e che ormai da anni si è smarrita.
Con tutti i limiti del caso, la cosa importante è che però questo Milan abbia delle idee e si concentri a lavorare sui propri punti di debolezza, perché questo è già un punto di partenza importante; un processo di crescita graduale che deve riguardare il Milan in tutte le sue componenti, non solo sul versante allenatore.
Stavamo peggio lo scorso anno quando nella prima parte della stagione l’allenatore aveva le idee confuse, aveva perso di mano squadra e spogliatoio, e la squadra non aveva una sua identità e fisionomia.

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