Maldini Leonardo Scaroni

 

Riparte il processo

 

Il Milan spera di farsi “perdonare” con un voluntary agreement. Ecco come…

 

Tempo di esami europei per il Milan. Ma non solo sul campo di calcio: fra non molto, l’Uefa dovrebbe chiamare la società per comunicargli il tipo di sanzione che verrà comminata al club rossonero per le violazioni al fair play finanziario nell’ultimo triennio “berlusconiano”.Tempo di esami europei per il Milan. Ma non solo sul campo di calcio: fra non molto, l’Uefa dovrebbe chiamare la società per comunicargli il tipo di sanzione che verrà comminata al club rossonero per le violazioni al fair play finanziario nell’ultimo triennio “berlusconiano”.

Lo si può intuire dalla breve notizia apparsa sul quotidiano sportivo francese L’Equipe, secondo il quale ieri si è tenuta una riunione della Camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per Club (CFCB): nella seduta sono stati saminati i casi rimasti aperti e ancora da valutare. Oltre al Milan, anche i dossier che riguardano PSG, Rubin Kazan e Galatasaray.

La notizia significa almeno tre cose.

1. Arrivano le motivazioni del Tas. Come noto, il Milan può esordire questa sera in Lussemburgo nei gironi di Europa League perché riammesso dal Tas, il tribunale del riesame sportivo, dopo che l’Uefa aveva deciso di escluderlo. Il Tas ha rimandato il Milan alla Camera giudicante per decidere l’eventuale sanzione. La cui gravità dipenderà dalle motivazioni della decisione dello stesso Tas e che il Milan non conosce ancora.
 
2. Più vicino l’arrivo di Gandini. Il Milan attende non solo di conoscere le motivazioni ma anche di avere un appuntamento fissato a Nyon. Perché vuole convincere l’Uefa a usare la mano “morbida”, in quanto il Milan ha cambiato proprietà e intende in qualche modo ricominciare da capo. A questo proposito potrebbe contare molto la presenza nella delegazione di Umberto Gandini, l’ex dirigente del Milan poi passato alla Roma, che ha un passato all’Uefa e conosce bene i meccanismi con cui si muove l’organismo di governo del calcio europeo.
 
3. L’obiettivo del voluntary agreement. Proprio per il fatto di aver appena cambiato proprietà, la quale ha fatto capire di avere progetti ambiziosi nonché rispettosi delle regole del fair play finanziario, perchè intende finanziarsi con mezzi propri e con l’aumento dei ricavi, il vertici dl Milan tenteranno di chiedere un “accordo volontario” che prevede un piano di crescita verificabili anno dopo anno, in modo da evitare “limitazioni” di spesa per i giocatori nei prossimi anni (come è accaduto per Inter e Roma, ad esempio). Ma non è detto che la richiesta venga accettata: Elliott e i nuovi dirigenti, a cominciare dal capo azienda Ivan Gazidis, per non parlare di Leonardo e Maldini tenteranno di giocare la carta del prestigio e del nome riconosciuto sia in capo finanziario che sportivo. L’articolo dell’Equipe significa che l’iter per un accordo, quale che sia, con l’Uefa è partito.
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