tattica

 

Una gara ordinaria

 

Il Milan gestisce la partita senza quasi mai alzare i ritmi; il risultato però non rispecchia l'andamento del match

 

La prima gara del girone di Europa League, giocata in Lussemburgo contro la squadra del Dudelange, ha aperto un dibattito molto acceso in merito alla prestazione del Milan.
Da un lato c'è chi ritiene insoddisfacente la prestazione della squadra (quand'anche non vergognosa) e dall'altro c'è chi reputa la partita come un normale momento di passaggio.

Personalmente credo che le delusioni sono sempre figlie delle aspettative. Se si parte con l'idea della goleada e poi la stessa non viene, si rimane particolarmente contrariati.
In realtà a metà settembre questo tipo di partite fanno, storicamente parlando, parte del normale percorso di un club in una coppa europea.
Mi sovviene ad esempio la striminzita vittoria del Milan di Capello nel settembre 1993 contro il modesto Aarau in Svizzera (gol di Papin su assist di Laudrup) o addirittura la sconfitta del Milan di Leonardo contro lo Zurigo nel 2009.

Venendo al campo, la squadra rossonera si è schierata nella sua solita veste tattica, il 4-3-3, rivoluzionata tuttavia negli uomini, se si pensa che rispetto a Cagliari sono cambiari 9 titolari su 11.
Senza dubbio non è stata una partita brillante da parte del Milan, che non ha quasi mai forzato, cercando di gestire la partita anche sullo 0-0.

La scelta di Gattuso è figlia della contingenza: considerato che nei prossimi 15 giorni il Milan è atteso da un tour de force impressionante contro squadre rognose, se c'era una gara dove non disperdere troppe energie, questa era quella di ieri.

In ogni caso, al netto di qualsiasi considerazione sulla brillantezza del gioco o sulla qualità della manovra, il Milan ha comunque creato oltre 12-13 palle gol a fronte di un unico tiro in porta concesso ai lussemburghesi. La prestazione poco entusiasmante nasce dalla volontà/impossibilità da parte del Milan di non alzare i ritmi di gioco, pressando alti gli avversari o alzando i giri del possesso palla.

Non ve ne era la volontà per una questione di gestione delle risorse, ma non ce n'era nemmeno la possibilità concreta, atteso che il pressing alto lo determina il centrocampo ed il trittico schierato ieri stava giocando assieme per la 1° volta.

Il Milan si è limitato quindi ad una prestazione meramente gestionale, col demerito di non concretizzare le tante palle gol create, aspetto che avrebbe di certo mutato i tanti giudizi lapidari che si sono letti nelle ultime ore.

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