
Dentro la battaglia
Una sfida che pesa per tutti
Quando guardo la classifica di adesso e vedo che la Juve è a 60 punti, mi viene subito in mente quanto può diventare complicata la lotta per entrare nelle prime quattro. Con il massimo possibile fissato a 78, è impossibile non ricordare quella stagione assurda in cui tutto si decise all’ultimo secondo dell’ultima giornata. In quell’anno, quattro squadre erano lì, tutte attaccate, tutte a un passo dalla Champions League. Alla fine, chi rimase fuori fu il Napoli con 77 punti, mentre Juve e Atalanta chiusero a 78 e il Milan arrivò addirittura secondo con 79. Una corsa che sembrava una maratona impazzita.
Quando penso alla partita di Verona, mi viene subito da dire che non è una gara come le altre. Per noi vale tantissimo nella corsa alla Champions League, ma anche dall’altra parte stanno preparando tutto con grande attenzione. Le scelte del nostro allenatore le ho già viste e studiate, con il ritorno al 3-5-2 e un undici molto simile a quello che aveva funzionato nel derby d’andata. Però per capire davvero cosa ci aspetta, serve guardare anche a come si sta muovendo chi gioca in casa.
Il tecnico del Verona è Paolo Sammarco, uno che da ragazzo era cresciuto proprio nel nostro settore giovanile, anche se poi non ha mai esordito con la nostra maglia. Ha passato tanti anni in Serie A, girando tra Chievo, Sampdoria, Udinese, Cesena e Frosinone, prima di chiudere la carriera all’Arzignano Valchiampo. Da lì è iniziato il suo percorso da allenatore, partito dalle giovanili del Verona e arrivato alla prima squadra a gennaio, quando ha preso il posto di Zanetti.
Per quanto riguarda la difesa, ci sono alcune certezze e qualche dubbio. In porta ci sarà Montipò, mentre la linea a tre dovrebbe avere Nelsson al centro, con Edmundsson vicino a lui. L’ultimo posto se lo giocano Frese e Valentini. Il danese sembra quello più completo, anche per la sua capacità di calciare col mancino, ma non è da escludere una scelta più fisica con l’argentino e lo spostamento del giocatore delle Far Oer in una posizione più avanzata.
Sugli esterni, invece, la decisione è più tattica che tecnica. Belghali è l’unico sicuro del posto, ma resta da capire se giocherà a destra o a sinistra. Se Sammarco sceglierà Oyegoke, avrà un’opzione più potente e offensiva, perché quel laterale spinge tanto. Se invece dovesse puntare su Bradaric o Frese, la squadra sarebbe più coperta e avrebbe più possibilità di cambiare assetto durante la partita. In mezzo al campo, Gagliardini dovrebbe guidare la mediana insieme ad Akpa-Akpro e Bernede, che al momento sembra avanti rispetto a Harroui, più offensivo e probabilmente destinato a entrare a gara in corso.
Davanti, invece, non ci sono dubbi: la coppia sarà ancora Gift-Orban e Bowie. È diventata la soluzione fissa del loro finale di stagione, perché rispecchia quello che chiede l’allenatore nei movimenti. Bowie ha segnato nell’ultima trasferta a Torino, mentre l’ex Hoffenheim — che in passato era stato anche accostato a noi — è il miglior marcatore della squadra.
Insomma, ci aspetta una partita complicata, contro una squadra che ha trovato una sua identità e che non ha intenzione di mollare. E proprio per questo servirà una prestazione vera, senza pause.















