
Un campo che non perdona
Storie che tornano quando meno te lo aspetti
Oggi mi sono ritrovato a pensare a quanto certe partite, certi stadi e certi momenti sembrino fatti apposta per complicarci la vita. Il Verona non è ancora retrocesso, ci sono ancora tanti punti in palio, ma il distacco è grande. Eppure, nella storia, proprio quando gli scaligeri erano vicini alla caduta, sono riusciti a batterci due volte al Bentegodi.
La prima volta successe nel 1990. Il Verona di Bagnoli sarebbe poi sceso in B all’ultima giornata, ma una settimana prima riuscì a vincere 2-1 contro il Milan. La seconda volta capitò nel 2015: un altro 2-1, sempre in casa loro, e alla fine della partita arrivò la notizia della retrocessione, nonostante la vittoria.
Ripensando a quel pomeriggio del 1990, mi viene in mente come era iniziata: Marco Simone ci aveva portati avanti al 33’. Eravamo reduci da una gara durissima in coppa, a Monaco, e si vedeva la fatica. Nella ripresa successe di tutto. L’arbitro Rosario Lo Bello mandò via Arrigo Sacchi dalla panchina per proteste. Poco dopo arrivò il pareggio di Sotomayor.
Da lì la partita cambiò completamente. Perdemmo la calma e in pochi minuti vennero espulsi Rijkaard e Van Basten. Ricordo ancora la maglia sfilata da Marco come gesto di protesta. I rossoneri reclamarono anche per alcuni episodi in area, ma non servì a nulla. In contropiede, Davide Pellegrini segnò il gol che chiuse la gara e le nostre speranze scudetto.
Lo Bello espulse anche Costacurta, il terzo giocatore di giornata. Fu un pomeriggio pesantissimo, pieno di tensione e polemiche. Negli spogliatoi, il presidente Silvio Berlusconi disse: “Chiudiamo questa settimana con una sentenza e un arbitraggio esemplari. Tutti hanno avuto occhi per vedere quello che è successo. Il Milan è stato corretto. Non mi sembra che fosse il caso di arrivare a quattro espulsioni per qualche intemperanza verbale da imputare alla tensione di chi gioca una partita ogni tre giorni. L'arbitro avrebbe dovuto tenerne conto“.
E poi c’è un ricordo più recente. Dopo un pareggio infrasettimanale con il Carpi, il Milan riuscì a fare addirittura peggio: venne rimontato e superato da un Verona già retrocesso. Un’altra prestazione deludente contro una squadra in fondo alla classifica. Il sesto posto, che vale almeno i preliminari di Europa League, era minacciato dal Sassuolo, distante un solo punto.
L’Hellas salvò l’onore, ma non la categoria: la vittoria del Carpi, arrivata due ore dopo, lo condannò alla Serie B.















