
E' notte fonda sotto il cielo di San Siro
In casa i rossoneri cadono per 1-3 contro la Fiorentina, perdendo il terzo match consecutivo. Ora è crisi nera
Milan 1-3 Fiorentina, basterebbe questo per fotografare il match di San Siro, ma in realtà c’è molto di più. Un ko pesantissimo, che apre una voragine ancor più grande nel delicato momento rossonero. 3 sconfitte consecutive, (4 in 6 partite), chiaro segnale di un avvio da dimenticare per il Milan targato Giampaolo, ma è soprattutto la mancanza di idee di gioco a preoccupare maggiormente. I numeri sono impietosi, sono infatti ben 8 i gol subiti nei primi sei match di campionato, a fronte dei soli 4 segnati. Un dato, soprattutto quello difensivo, che deve far riflettere tutti: allenatore e giocatori.
Sul match -obiettivamente- c’è poco da dire. I rossoneri giocano, o meglio non giocano, un match da dimenticare, ma che ancora una volta fotografa al meglio i numerosi problemi. Il Milan infatti parte bene, ma al primo passaggio sbagliato inizia la fase calante, che durerà per tutto il match. Al 14’ il primo colpo viola, che arriva, non è una novità, a seguito di un regalo rossonero: passaggio sbagliato di Calhanoglu, palla a Ribery che salta tutti i difensori rossoneri e calcio di rigore. Dal dischetto Pulgar non sbaglia, è 1-0 viola. Il primo tempo scivola via senza sussulti, e nella ripresa la crisi si espande.
I rossoneri scendono in campo sulla falsa riga del primo tempo, e al 55’ arriva l’episodio che chiude definitivamente l’incontro. Musacchio riceve cartellino rosso dopo un ingenuo fallo su Ribery, e coi ragazzi sotto di un gol e di uomini la viola può dilagare. Al 66’ il raddoppio viola firmato Castrovilli, che ribatte in rete dopo la respinta corta di Donnarumma. Il portiere rossonero poco dopo salverà il 3-0, parando a Chiesa un calcio di rigore, ma al 78’ la Fiorentina trova comunque la terza rete, grazie a Ribery. In un match anomalo dei ragazzi l’unico lampo è di Leao, che all’80’, dopo una grande azione in solitaria trova la rete della bandiera. Una magra consolazione in una serata da cancellare in fretta.
Nella protesta pacifica della Curva Sud, che nel finale abbandona il proprio settore, c’è tutta l’amarezza di un pubblico stanco, quasi provato dopo tanti anni di sofferenza. Urge cambiare marcia al più presto, perché in gioco non c’è più solo la classifica, già complicata dopo soli 6 match di campionato, ma c’è soprattutto l’orgoglio di appartenenza ai colori rossoneri. Quei colori che tanto amiamo, e che devono tornare a farci brillare gli occhi.















